PAOLO MURA SI RACCONTA

Il 21 ed il 22 di ottobre

dalle 18:00 alle 20:00

sarà aperta per gli ultimi giorni la Personale di Paolo Mura

dal titolo

FILDIFERRO

presso il temporary storing della

FONDAZIONE PER L’ARTE BARTOLI FELTER
in Via XXIX Novembre 1847, 3 Cagliari

https://www.facebook.com/FondazioneArteBartoliFelter/?fref=ts

Son passato personalmente e la consiglio vivamente.

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L’intervista si è tenuta come al solito, le sei domande base, che abbiamo messo da parte a favore di una chiacchierata meno formale:

Premetto che non mi ritengo un artista nell’accezione più ampia del termine.

Infatti ho qualche difficoltà nel rispondere ad alcune delle tue domande, anche perché non ho un vissuto tale da poter parlare di mercato o poter dare consigli ad alcuno. 
Raccontami un po’ di te…

Sono nato a Nuoro nel 1970 non ho fatto studi artistici, ho infatti un diploma di geometra e ho studiato architettura a Firenze senza però laurearmi.

Da piccolo ero bravo a disegnare, ma niente trascendentale… ma ho sempre avuto una certa manualità e forse un minimo di senso estetico.
La fotografia è forse la forma d’arte che più mi ha catturato (almeno fino ad oggi), amo la musica, ma purtroppo non ho nessuna vena musicale.

Ho fotografato il jazz, cosa che mi ha dato la possibilità di vivere la musica “da dentro” in un modo speciale e diverso dal solito.

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Il fildiferro?

E’ una cosa nata molto casualmente, come ho già detto, e parte da una mostra di Marino Marini al MAN di Nuoro.
Erano infatti esposti i suoi cavalli in bronzo: bellissimi, tanto da farmi venire la voglia, una volta tornato a casa, di costruirne uno.
Premetto che al tempo (parliamo del 2013) avevo da poco perso il lavoro e avevo molto tempo a disposizione… Insomma, a casa non avevo alcun materiale plasmabile o modellabile, ad eccezione di una vecchia bobina di fil di ferro da carpentiere, che avevo utilizzato per fare i ganci sui quali appendere le mie foto durante la rassegna Jazz di San Teodoro.
Ho passato quindi l’intero pomeriggio a intrecciare e annodare.

E’ venuto fuori un cavallo, molto primitivo che conservo a casa gelosamente…

Da lì è nato tutto, grazie anche a chi mi ha spronato e convinto a mostrare i miei pezzi e a dargli un valore…

Fondamentalmente intrecciare fil di ferro è, e spero che rimanga, una bella passione, una sorta di mantra, qualcosa che mi rilassa e mi da soddisfazione.

Riuscire a creare quello che ho in mente è appagante.

Il fil di ferro è un materiale che può essere modellato fino ad ottenere il giusto risultato, ci vuole pazienza e ti buca le dita, ma alla fine da’ soddisfazione.

Non credo di poter parlare di ricerca o pianificazione del mio lavoro come artista, mi accorgo che la maggior parte delle volte è una cosa istintiva e viene da se’, e forse mi piace che rimanga così.

Il mercato?

Il mercato…

Penso che la Sardegna sia un posto difficile, e particolarmente Nuoro, più che altro è difficile avere visibilità e riuscire a farsi conoscere, come in tutte le cose penso ci voglia un po’ di fortuna  e magari un po’ di faccia tosta!

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sito: https://paolomurafildiferro.wordpress.com/

Francesco Cogoni.