INTERVISTA A SERGIO ANGELI

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Quando e come nasce il tuo percorso artistico?
Nel 1996, nasce in maniera del tutto spontaneo il mio percorso, ho avuto sin da adolescente la passione per il disegno e la poesia, da li a poco conobbi degli artisti più grandi di me che avevano già qualche anno di esperienza e mostre all’attivo.

Frequentavamo lo stesso laboratorio di cornici e da li nascevano dibattiti sull’arte, ambizioni e progetti futuri.

Quali artisti hanno influenzato maggiormente il tuo lavoro?

Ho studiato approfonditamente in principio Van Gogh, il colore e l’uso violento e spontaneo che ne faceva.

Mi hanno affascinato inoltre e credo influenzato nel profondo artisti come Fussli, Giger, Bacon, Schiele, Klimt.

In Italia ho apprezzato molto Burri, Schifano,Tano Festa e Vedova.

Cosa cerchi in arte?

Mi ossessiona in maniera spasmodica la ricerca di quello che provo realmente, quello che vedo ogni giorno, ogni istante della mia vita, assorbire ogni esperienza di questo vissuto senza particolari filtri per poi fissarle attraverso l’arte, fermare il tempo vissuto, fermare ogni sensazione scovata nella parte più oscura del mio io e immortalarla su ogni tipo di supporto.

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C’è una parte della tua ricerca di cui vorresti parlare in particolare?

L’utilizzo di materiali riciclati (resti di elettrodomestici, pc, motori, tv ecc…) e la ricerca continua di oggetti industriali in disuso rendono il mio lavoro sempre più stimolante.

Infatti gli avanzi industriali danno forma al quadro, a ciò che voglio rappresentare.

Anziché disegnare il soggetto lo creo adagiando oggetti di varie dimensioni sul supporto facendoli interagire con dei capelli per creare delle particolari sfumature, intervengo poi con le bombolette spray e vado via via a togliere e rimettere gli oggetti ed i capelli a seconda delle sfumature che voglio ottenere.

E per finire vado a riempire gli spazi con smalti sintetici.

Qual’è il tuo rapporto con il mercato?

Non facile, visto il periodo storico.

Oggi un artista rischia di vivere un rapporto conflittuale con il mercato, le gallerie sono diminuite e tendono a rischiare sempre meno, preferiscono proporre opere di sicuro incasso.

D’altro canto gli investitori privati sono ormai pochi e si lasciano condizionare sensibilmente dalle gallerie e dalle case d’asta.

Oggi un artista per forza di cose deve imparare anche a proporsi, a sviluppare quel lato imprenditoriale che proprio non gli appartiene.

Cosa consiglieresti ad un artista che vorrebbe vivere d’arte?

Può sembrare drastico, ma gli suggerirei di pensarci bene e di essere consapevole che se si vuol vivere di sola arte si deve essere disposti a sacrifici continui, a rinunce e che bisogna combattere per il proprio sogno, per quel fuoco che si ha dentro e che ti spinge ad arrivare li dove altri non osano.

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sito: http://www.sergioangeli.it/

Facebook: https://www.facebook.com/sergio.angeli.artist?fref=ufi

Francesco Cogoni.