Intervista a Sabrina Barbagallo

Sabrina Barbagallo nata a Firenze il 28 agosto 1963, ecco a voi la sua intervista:
 

Quando e come nasce il tuo percorso artistico?

Il mio percorso artistico nasce vent’anni fa, ho iniziato facendo corsi su ceramica ,porcellana ecc. fino ad approdare alla pittura su tela che inoltre coincide con l’approccio alla fotografia.

Quali persone, artisti ed episodi hanno influenzato maggiormente il tuo lavoro?
Sicuramente nell’arte ho interessi poliedrici, nella pittura comunque mi sento sicuramente vicina ad alcuni pittori in particolare Mario Sironi il quale rappresentava la solitudine delle città in maniera molto simile a come vivo io la città.
Un altro artista con il quale sento delle affinità è Guido Crepax infatti in occasione di un concorso internazionale a Grottaferrata dedicato agli artisti del passato ho preso spunto proprio da lui vincendo il primo premio con il quadro la scarpa di vetro. Inoltre sono affascinata dagli artisti di strada in grado di compiere opere maestose.

Cosa cerchi attraverso l’arte?

È chiaro che ogni forma artistica permette l’espressione della propria individualità.
L’arte regala la possibilità di entrare in forte connessione con lo spettatore dando la possibilità all’artista di trasferire emozioni a livello profondo.

C’è una parte della tua ricerca di cui vorresti parlare in particolare?

Ritengo che l’artista compia una ricerca per tutta la vita trasferendo sulla tela le emozioni che vive in quel preciso momento ,quindi la ricerca non ha mai fine ma anzi è sempre nuova ed innovativa.

Qual è il tuo rapporto con il mercato?

Il mio rapporto con il mercato è chiaramente correlato al momento politico e storico che stiamo vivendo.
L’arte Deve essere un grido per l’indifferenza a tutto ciò che ci circonda e al materialismo che pervade ogni cosa, mi auguro fortemente che l’ignoranza non distrugga l’arte in tutte le sue forme partendo dal passato fino ai giorni nostri.
Proprio a tal riguardo ho partecipato con immenso piacere all’evento donna da autore 2016 dove con il quadro CHANGE Che voleva rappresentare un grido al mondo per sostenere il cambiamento nei confronti della violenza in tutte le sue forme ho avuto l’onore di vincere il primo premio.
Cosa consiglieresti ad un artista che vorrebbe vivere d’arte?
Oggi sostenersi con l’arte penso che sia difficile e impegnativo, ma l’arte è una grande chiave di lettura per tradurre una realtà sempre più complicata.
L’arte è la porta di accesso alle nostre emozioni più profonde ed è questo che la rende immortale!
 
Francesco Cogoni.
Precedente Alfonso Gasperini per il liceo artistico di Cagliari. Successivo Intervista a Ielmo Cara