Intervista a RICCARDO ANGIUS

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Quando scopri di avere una particolare passione per l’arte ?

Io credo che ognuno di noi abbia almeno una o due passioni innate.

Nel mio caso, quella dell’arte è la passione predominante, la quale è maturata da quando mi sono appassionato, durante i miei studi liceali, alle avanguardie storiche.

Quanto e come influisce sul tuo lavoro artistico l’esperienza in beni culturali e la storia dell’arte in particolare ?

Conoscere il passato e il contemporaneo è sicuramente utile per poter proporre con cognizione di causa un nuovo concetto e/o una nuova idea a se stessi e di conseguenza ad un pubblico.

Gli studi in arte sono sicuramente utili per poter conoscere gli artisti e i movimenti artistici presenti ieri e oggi.

E’ fondamentale avere un’apertura totale verso ogni tipo di espressione artistico-culturale, in quanto più si conosce, più si può essere coinvolti dalla ricerca artistica collettiva.

I lavori che propongo tendono ad essere un’ispirazione personale rispetto al mondo che mi circonda, senza però rinunciare al citazionismo, in quanto reputo utile far presente che il passato è sempre presente a livello anche solamente teorico in ogni momento della nostra vita, e noi dobbiamo essere in grado di descriverci dimostrando di essere delle nuovi chiavi di lettura del mondo.

Quali sono i temi che preferisci affrontare ed in che modo preferisci affrontarli ?

I temi sono tanti, dipende dal momento. Affronto ogni lavoro con diversi approcci.

Reputo possano darmi sensazioni ed emozioni forti tanti punti di vista, perciò non mi sto più fissando sulla tecnica ma sul come il lavoro sarà percepito dalla mia persona.

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Quanto hai dato e cosa ti ha lasciato l’esperienza di Universitart ?

Universitart è stata un’esperienza unica per me.

Creare una mostra d’arte dal nulla, perchè avevamo bisogno di esprimere le nostre idee, i nostri bisogni da amanti dell’arte, ha reso me e gli altri organizzatori davvero orgogliosi di un evento che ancora oggi coinvolge tante persone e nonostante io non faccia più parte dello staff ufficiale, sono sicuro che l’evento verrà riproposto.

Sicuramente l’aspetto migliore dell’evento è stato quello di aver offerto la possibilità a giovani artisti che fino ad allora non avevano mai esposto, di far parlare le loro opere a voce alta, in palcoscenico di buon livello.

Che prospettive vedi nel mondo dell’arte ?

Viviamo in un mondo caotico, dove tutti sentono il bisogno di dire la loro su qualsivoglia argomento.

Molti giovani laureati sono disoccupati, molti adulti non capiscono più quando andranno in pensione, la crisi ha annientato le speranze di tante persone.

Ma nonostante questo, pare che i bisogni primari della collettività siano acquistare l’ultimo smartphone ultimo grido da 700€, andare allo stadio o farsi l’abbonamento a piattaforme di visione privata, per poi lamentarsi di quanto la vita faccia schifo su facebook.

Questo è il mondo che rappresenta molte persone, ma non chi questo mondo lo vorrebbe cambiare.

Credo che esistano artisti che vogliano ricollocare sopra l’ormai sorpassato “sistema dell’arte”, delle nuove fondamenta per poter costruire con concetti e significati nuovi,una rieducazione della persona, per poter cercare di tornare a rivivere il mondo e di conseguenza, a rivivere l’arte.

Quanto influisce il luogo di provenienza sul percorso artistico e sulla qualità del prodotto ?

Sicuramente l’influenza del luogo di appartenenza è un fattore rilevante all’interno di una produzione artistica.

Si cerca sempre di descrivere il mondo che si vorrebbe, plasmando quello che ci circonda con la nostra personale visione.

Tutti hanno una storia diversa da raccontare, ciò non toglie l’importanza della produzione collettiva.

Ognuno di noi è parte di un grande mosaico, il quale rappresenta quella che è la nostra terra attraverso tanti filtri differenti.

Il prodotto se realizzato con passione e bisogno espressivo o concettuale, sarà comunque di qualità, almeno per chi crea.

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pagina ufficiale: http://anziuanziu.wix.com/angiusart

Francesco Cogoni.

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