INTERVISTA A RED SKY

Quando e come nasce il tuo percorso artistico-musicale?

Ho iniziato come chitarrista all’età di 17 anni, per poi diventare anche growler e poi intorno al 2010 rapper.

Arrivo dal metal ma mi è sempre piaciuto esplorare altri generi e sperimentare molto, e ora dopo 12 anni di musica mi ritrovo con un mio stile personale, che chiamo Future Rock (o musica senza genere).

Quali musicisti hanno influenzato maggiormente il tuo lavoro?

Come dicevo, io arrivo dal metal, per cui sono stato influenzato inizialmente dai Metallica, poi da tutta l’ondata Nu Metal e infine dal Melodic Death, che è il mio sottogenere preferito.

Per quanto riguarda il rap i miei punti di riferimento sono Fabri Fibra e Dargen D’Amico, ma ascolto veramente tanta musica e assorbo molto facilmente quel che sento, per cui potrei citare anche De Andrè, Einaudi e molti altri.

Cosa cerchi dalla musica?

Autoespressione, catarsi e libertà.

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C’è una parte della tua ricerca di cui vorresti parlare in particolare?

La mia è sempre stata la ricerca di uno stile personale, un tentativo di applicare alla musica ciò che Bruce Lee ha fatto nel mondo delle arti marziali, cioè eliminare ogni limite all’autoespressione e imparare ad esprimere se stessi in modo libero dimenticando tutto ciò che si è imparato e infrangendo ogni regola.

Qual’è il tuo rapporto con le case discografiche? che possibilità ci sono di emergere?

Non ho quasi mai avuto una label, un po perché il mio progetto è molto difficile da accettare dal loro punto di vista e un po perché ormai non servono quasi a nulla.

Al momento ne sto cercando una in Giappone perché li la situazione è diversa.

Cosa consigliereste ad un musicista che vorrebbe vivere di quest’arte?

Consiglierei innanzitutto di riflettere bene per capire se è veramente ciò che vuol fare nella vita, perché è richiesto molto sacrificio e se non lo vuoi veramente finisce che abbandoni.

Una volta accertato questo, consiglierei di distinguersi il più possibile dagli altri, di esprimere realmente se stesso, e di continuare a tentare e imparare dai propri errori.

E di non dare peso ai falliti che commentano negativamente sul web.

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Video:
https://youtu.be/rXzU1Ucic3s

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Francesco Cogoni.

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