Intervista a Paola Pinna

Quando e come nasce il tuo percorso artistico?

Il mio percorso artistico è sempre andato a pari passo con la crescita della mia persona.

Da bambina dimostravo il mio estro col gioco, a 15 attraverso il look.

Poi al liceo ho imparato le tecniche artistiche e all’Università ho iniziato a prendere sul serio l’idea di vivere d’arte.

Diciamo che da due anni a questa parte il mio percorso sta iniziando a diventare professionale ed è sempre la mia priorità numero uno.

Quali persone, artisti ed episodi hanno influenzato maggiormente il tuo lavoro?

Sicuramente trasferirmi a Londra ha influenzato tantissimo la mia pratica artistica; le memorie ed i ricordi visivi che mi porto dal passato sono sempre lì ma a volte si scontrano con la mia realtà attuale e generano idee interessanti.

Le persone che più mi condizionano sono quelle che credono in me e che mi danno la forza per continuare e critiche valide per migliorare; Ultimo e inevitabile è l’influenza delle tecnologie e del digitale e di social come Instagram, che mi ha fatto scoprire quanta arte bella e giocosa ci può essere dietro una piattaforma digitale, non necessariamente fatta da artisti noti.

Cosa cerchi attraverso l’arte?

Emozione.

Fare buona arte è difficile, ma emozionare altri attraverso il proprio lavoro è qualcosa di estremamente raro e che vorrei riuscire a raggiungere.

Gli artisti di cui sono “gelosa” non sono quelli più famosi o che guadagnano meglio, ma sono quelli che riescono ad emozionare me e tanti altri.

Nell’arte cerco inoltre innovazione, mi interessa l’arte che rappresenta la nostra contemporaneità e le sue sfaccettature.

C’è una parte della tua ricerca di cui vorresti parlare in particolare?

Di recente mi sto interessando alla curatela.

Assieme a due amiche e colleghe Fiore Ciao e Letizia Mari stiamo creando un evento per Milano Studi Festival 2017, che si terrà il 14 Marzo 2017 nello Studio NDG a Milano.

L’evento vuole creare un ponte tra la realtà artistica milanese e quella estera, mettendo a confronto Milano, Londra e Budapest.

Nella serata sarà possibile interagire attivamente con i tre artisti invitati attraverso tre skype-call, che potranno portarci virtualmente nei loro studi oltremare e mostrarci il loro operato o ciò che gli ispira di più.

Insomma una cosa interattiva che cerca di andare oltre il metodo convenzionale di “fare mostre”.

Questo progetto si è dimostrato per me molto divertente e stimolante.

Qual’è il tuo rapporto con il mercato?

Per ora non ho molti rapporti con il mercato; uso internet per promuovere il mio lavoro e i rapporti interpersonali per creare eventi o lavori di gruppo.

Cosa consiglieresti ad un artista che vorrebbe vivere d’arte?

Consiglierei di lavorare duro giorno per giorno.

Il lavoro duro e la perseveranza sono importanti tanto e quanto il talento, se non di più.

Senza quello non si va da nessuna parte.

Inoltre consiglierei di non smettere mai di guardarsi attorno, mettersi in gioco e non chiudersi nelle proprie zone di conforto.

Viaggiare e prendere rischi, sono cose che servono per fare arte.

Sito: https://www.paolapinna.com/

Mail: [email protected]

Francesco Cogoni.

Precedente Intervista a Diego De Nadai Successivo Intervista a Pier Francesco Betteloni