INTERVISTA A NIZZO DE CURTIS

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Quando e come nasce il tuo percorso artistico?

Ho avuto la fortuna di essere figlio d’arte , e non solo ma tutta la famiglia a partire dal mio bisnonno che siamo pittori. 

http://www.idecurtis.it/

Quali persone, artisti ed episodi hanno influenzato maggiormente il tuo lavoro?

Oltre la famiglia in particolare mio padre e mio zio Giovanni che il vero Autore del vecchio bevitore conosciuto come Teomondo Scrofalo, ricordo un buon rapporto artistico con i mie professori all’istituto d’arte di Napoli Filippo Palizzi, in particolare il mio insegnante di scultura Biagio Giuliano e Bruno Donzelli insegnante di disegno dal vero.

Ma più di tutti sono stati i Surrealisti, Dalì per il suo delirio e classe pittorica e Magritte per la sintesi del suo delirio … De Chirico anche ma in un secondo momento.

Cosa cerchi attraverso l’arte?

Per citare Picasso… “non cerco trovo” , trovo pace esprimendo me stesso a gli altri ….

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C’è una parte della tua ricerca di cui vorresti parlare in particolare?

No in particolare , la mia ricerca è involontariamente surrealista , è come sé non riuscissi ad uscirne.. posseduto da un virus ,è un modo di essere e vivere da non confondere con le spettacolari apparizioni di Dalì.

Qual’è il tuo rapporto con il mercato?

… Ci vado di rado solo per comprare la frutta …

Cosa consiglieresti ad un artista che vorrebbe vivere d’arte?

Non bisogna dimenticare che da sempre, mi correggo, da quando esiste il mercato dell’arte, la commissione è quella che dava da vivere, da Caravaggio a Michelangelo dovevo esprimersi per accontentare il CLIENTE criptando la propria anima nell’opera.

Diversamente suppongo che le pitture rupestri nelle grotte erano prive di commissione e quindi le più pure ed incontaminate da qualsiasi storia dell’arte.

Il punto è se uno ci vuole vivere, sentirsi vivo o arricchirsi?

La risposta è “Soffia nel vento …”.

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sito: http://www.nizzodecurtis.it/

Francesco Cogoni.