INTERVISTA A FABRIZIO DELL’ARNO

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Quando e come nasce il tuo percorso artistico?

Da sempre ho avuto una grande passione per il disegno, ho iniziato casualmente a dipingere ancora molto giovane senza grande conoscenza dei materiali, e da quel momento in poi non ho mai smesso, mi sono laureato in comunicazione, fare un percorso di studio diverso dell’accademia di belle arti mi ha portato ad avere altri riferimenti, sentivo una maggior libertà artistica senza vincoli, sono stato sempre molto attratto dalla pittura nonostante la consapevolezza delle difficoltà di proporsi come pittori oggi, ho cercato però di non limitarmi ai confini della tela, sviluppando opere che potessero vivere nello spazio fisico, come sculture e installazioni, una libertà artistica che ho conosciuto lavorando anche come scenografo teatrale alcuni anni fa.

Quali persone, artisti ed episodi hanno influenzato maggiormente il tuo lavoro?

Sono nato e cresciuto in Brasile, a San Paolo, una città controversa, con grande disparità sociale e violenza urbana, argomento questo che mi ha inspirato in tanti lavori, ho anche vissuto a New York e attualmente a Roma, cambiamenti che mi hanno portato ad avere contatto con una grande varietà di persone e luoghi, che mi hanno fatto capire meglio i miei valori.

Un altro punto importante è il fatto di essere un insegnante ad una accademia di belle Arti a Roma, confrontarmi spesso con persone più giovani e meno contaminate del mercato dell’arte fa si che io abbia un influenza constante di nuovi stimoli.

Cosa cerchi attraverso l’arte?

Cerco di porre delle domande, mettere in discussione il modo di vivere nei grandi centri urbani, la quotidianità e alcuni condizionamenti sociali, attraverso la pittura e materiali diversi cerco anche di sviluppare una estetica visiva personale che possa caratterizzare nel modo migliore il mio lavoro.

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C’è una parte della tua ricerca di cui vorresti parlare in particolare?

Nella mia ricerca sono stato sempre molto legato all’idea di rappresentare attraverso una o più immagini, l’acquisizione di queste immagini avviene attraverso un processo di ricerca continuo, l’atto di assemblare il materiale visivo raccolto costituisce il cuore del processo creativo, la scelta delle immagini è condizionata dalla idea centrale del lavoro, senza trascurare ovviamente l’estetica dell’opera, riprodurre queste immagini a volte solo in parte o semplicemente usando i colori come riferimento mi portano a creare degli interventi che vanno oltre le immagini acquisite, lasciando una traccia di ciò che mi ha ispirato per iniziare un determinato lavoro.

Qual’è il tuo rapporto con il mercato?

La libertà artistica è tante volte condizionata dalle esigenze del mercato dell’arte, molti artisti mantengono una linearità che arriva quasi ad una ripetizione delle loro opere.

Cerco nel mio lavoro di proporre percorsi diversi a volte anche contrastanti tra loro.

Credo che il mercato dell’arte sia molto pericoloso per un artista emergente, ho iniziato molto presto a fare mostre e lavorare con le gallerie, non credo questo sia stato una cosa positiva per il mio lavoro d’arte.

Cosa consiglieresti ad un artista che vorrebbe vivere d’arte?

Di rispettare l’arte come un lavoro e uno stile di vita, non avere fretta di arrivare subito al successo, di stare sempre attento a tutto ciò che lo circonda, essere curioso, accettare compromessi, non demoralizzarsi al primo No, non illudersi pagando per esporre, fidarsi delle persone giuste e la cosa più importante, fare un buon lavoro dando il proprio meglio, alla fine è quello che conta.

A volte può passare molto tempo, se però si riuscite a lavorare con consapevolezza, arriverà ad inserirsi nel mercato dell’arte.

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Sito: http://www.fabriziodellarno.net/

e-mail: [email protected]

facebook: https://www.facebook.com/Fabrizio-DellArno-artist-1594232327538596/?fref=ts

Francesco Cogoni.

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