INTERVISTA A FABIO GOSTOLI

Piccola premessa per agevolare la lettura: L’intervista di oggi è un po’ particolare, per coerenza nella mia ricerca sistematica dei processi artistici, ho voluto tenere invariato il mio modus operandi, purtroppo l’artista anziché rispondere alle domande, ha inviato un testo, dicendomi di ricavarne le risposte, questo, per mantenere inalterato il testo dell’artista, mi ha costretto ad aggiungere le domande nelle parti del testo che più mi sembravano rispondere alle domande che avevo posto, e quando non vi ho trovato alcuna possibile corrispondenza ho risposto alla domanda con dei punti di sospensione.
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Quando e come nasce il tuo percorso artistico?
La passione per l’arte si concretizza dapprima in una intensa attività da autodidatta come acquerellista antica disciplina basata sulla diluizione delle polveri in acqua.
Desideroso di approfondimenti per nuove tecniche espressivi e pittoriche lo portano alla continua ricerca di nuove tecniche pittoriche come il pastello tradizionale, il pastello ad olio, la tempera, l’olio fino ad arrivare in questi anni ad una tecnica materica e smalto molto particolare.
Le sue opere si trovano in collezioni private e pubbliche.
Con il passare del tempo amante dell’arte contemporanea sente la necessità di confrontarsi con altri artisti e inizia ha partecipare a mostre collettive e personali, con il passare del tempo modificano notevolmente il suo saper dipingere e vivere l’arte intensamente.
Partecipa a concorsi nazionali e internazionali con buoni consensi, tra questi voglio citarne alcuni:
Accademia Internazionale D’Arte Moderna di Roma gli viene conferita una segnalazione speciale per la particolare applicazione dell’acquerello e l’inserimento del nominativo nell’albo accademico, viene selezionato a partecipare al 2° Gran Premio Internazionale dell’Arte Roma – Barcellona – Bruxelles – Firenze, partecipa con altri 65 artisti giunti da tutta Europa al 2° Premio Internazionale d’Arte “Pavia – Giovane Arte Europea 2003“ per un Museo d’Arte Contemporanea, viene selezionato dal critico d’arte Luciano Lepri ha partecipare alla Biennale Internazionale d’Arte Contemporanea Città di Firenze dal 6 al 14 dicembre 2003 presso la storica Fortezza da Basso… Ecc.
Ho sperimentato tutte le tecniche per raggiungere quegli obiettivi di ricerca e di vivere l’arte come cambiamento.
Ho spaziato dall’acquerello alla tempera, al pastello all’olio, per arrivare negli ultimi anni al sintetico e materico. 
La ricerca è la base della mia pittura non ho dei soggetti preferiti e non studio l’opera che devo realizzare , ritengo che chi ha l’arte dentro non può che apprezzarla tutta.“
La mia è una pittura intuitiva…
Di sintesi…
I miei quadri sono appunti di viaggio ed il viaggio termina negli occhi di chi osserva.
Nell’arco degli anni la pittura di Gostoli ha subito una notevole evoluzione dovuta all’età, all’esperienza e alle correnti della pittura moderna: come la pittura Informale, la pittura Astratta e la Pop Art.
La sua forza il colore e la materia che gli ha permesso di elaborare figure femminili spesso incomprese.
Ogni suo lavoro nasce da un’emozione, dalla musica che ha influito notevolmente nel suo saper dipingere e da tutto ciò che lo circonda.
L’artista ha una missione quella di creare emozioni.
Dipingo per esprimere me stesso, la mia arte non ha regole, l’approccio è semplice e rappresenta la realtà che vivo, i dettagli che rappresento sono essenziali come fossero delle firma dell’opera I dipinti non sono altro che l’elaborazione della mio essere.
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Quali persone, artisti ed episodi hanno influenzato maggiormente il tuo lavoro?
In questi anni sono stato ispirato da tanti artisti, che elencarli tutti è praticamente impossibile, ma ne voglio citare solo alcuni alcuni come: Modigliani il mito romantico dell’artista geniale e trasgressivo, gli artisti americani: Andy Warhol, Claes Oldenburg, Tom Wesselmann, James Rosenquist, Roy Lichtenstein della pop art tecnica che ricicla tutto ciò in una pittura che rifà in maniera fredda ed impersonale le immagini proposte dai mass-media, e Jackson Pollock pittore statunitense, considerato uno dei maggiori rappresentanti dell’Espressionismo astratto o Action painting.
Ogni periodo c è stato qualcuno o qualcosa che ha influenzato il mio percorso artistico, e che ha tracciato le basi per il futuro.
Cosa cerchi attraverso l’arte?
L’arte è sempre stata dentro di me, è un modo di vivere che non ho mai abbandonato e che oggi ho deciso di abbracciare pienamente.
Posso dire che ho scelto di diventare un artista quando in dieci anni di vita Amministrativa come Assessore alle Politiche Sociali ho capito che volevo fare del bene ed essere utile non solo a me stesso ma anche agli altri.
Oggi mi chiedo chi sono e dove voglio arrivare?
Non so chi sono, ma mi interessa arrivare, perché solo ora mi accorgo di essere ciò che non ero prima, un artista.
Non ho mai scelto di essere un artista.
Mi sono sempre domandato come si possa dire qualcosa senza dirla;
è come cercare delle risposte, in pittura è tutto più semplice, sento e racconto quello che voglio senza aver paura di farlo Dare un senso alla musica, è scoprire un modo fatto di colori, mai fare l’errore di permettere al criticismo, anche quello costruttivo, di soffocare la creatività.
C’è una parte della tua ricerca di cui vorresti parlare in particolare?
Riciclarte è il punto d’incontro della mia Arte oggi, ho fatto del riciclo la base della mia arte nel realizzare queste opere mi sono divertito a utilizzare materiale recuperato in discarica, che ho fatto rinascere grazie alla fantasia e all’immaginazione, tutto il materiale è stato adattato in chiave artistica.
Qual’è il tuo rapporto con il mercato?
Cosa consiglieresti ad un artista che vorrebbe vivere d’arte?
Bisogna sapersi distinguere, bisogna saper essere “diversi dagli altri”.
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Francesco Cogoni.
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