INTERVISTA A EMANUELE MARIA GERBINO

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Quando e come nasce il tuo percorso artistico?
Il mio percorso artistico inizia davvero da giovane quando avevo cinque o sei anni, mi ricordo che quando disegnavo volevo che i volti fossero realistici ma essendo piccolo non sapevo come fare, allora ho voluto sempre imbattermi nelle tecniche del disegno e nella pittura fin da bambino.

Iniziai nel 2004 il liceo Artistico ad Alba perché ad Asti c’era solo l’istituto d’Arte.
Diplomato nel 2008 in discipline pittoriche ho deciso di iniziare L’Accademia Albertina Delle Belle Arti di Torino e mi sono diplomato nel cinque anni di pittura classica e contemporanea.
Quali persone, artisti ed episodi hanno influenzato maggiormente il tuo lavoro?
Nessun artista ha mai influenzato i miei lavori, ho preso spunto e assorbito lo stile e la tecnica classica, che rimarrà in me sempre ma allo stesso tempo i lavori che realizzo nascono tutti da un pensiero concettualmente astratto.
Cosa cerchi in arte?
Nell’Arte non cerco un qualcosa, tramite i miei lavori lascio una traccia di un percorso di vita, una collezione che ricorda da dove sono partito concettualmente fino a staccarmi completamente e a presentare lavori che vanno al di la dell’Arte figurativa o concettuale, sono segni, gesti che vengono incorporati e rinchiusi nel tempo in un supporto.
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C’è una parte della tua ricerca di cui vorresti parlare in particolare?
Vengo riconosciuto come un artista legato molto alla cultura e la tradizione Russa, poiché le mie precedenti collezioni avevano come tematica il segreto celato nei video musicali russi contemporanei, attualmente invece attraverso la singola parola incorporata in un contesto che ai miei occhi ritengo particolarmente idonea al mio stile di vita e al mio pensiero filosofico, la reinterpreto secondo il mio stile pittorico o secondo una installazione adeguata.
Qual’è il tuo rapporto con il mercato?
Sento che in questi anni ho avuto dei riconoscimenti nazionali di rilevanza importante nelle fiere che ho fatto, posso dire che i miei lavori sono stati apprezzati e venduti molto all’estero (In Cina sopratutto vengo apprezzato) ma ad ogni modo non bisogna dimenticare che la strada è ancora lunga da percorrere.
Cosa consiglieresti ad un artista che vorrebbe vivere d’arte?
Ai Giovani ragazzi che finiscono il loro percorso artistico tramite istituzioni, dico di formarsi interiormente poiché la tecnica si impara ma non basta per poter affrontare questo lavoro. 
Bisogna avere molta pazienza, lavorare e guardarsi molto in giro, andare alle fiere, capire come lavorano gli altri colleghi e non avere ripensamenti su quello che si sta facendo.
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Francesco Cogoni.