INTERVISTA AD ANGELO ZEDDA

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Quando e come nasce il tuo percorso artistico?

Il mio percorso artistico nasce, probabilmente, da quando sono nato; da piccolissimo: album, colori erano le mie richieste principali, la passione per l’arte, dagli affreschi delle sepolture egizie agli artisti più contemporanei …

Amo collezionare arte perché arricchisce sia il mio percorso artistico che il mio bagaglio culturale ed emozionale.

Quali artisti hanno influenzato maggiormente il tuo lavoro?

Pensandoci credo che tutti gli artisti più o meno conosciuti abbiano in qualche modo influenzato la mia vita artistica.

Pur tenendo comunque una mia impronta personale, magari capita agli occhi di alcuni di scorgere o ricordare un collo allungato di Modigliani, o il pallore degli incarnati che troviamo nelle opere di Gustav klimt.

Cosa cerchi in arte?

Cosa cerco nell’arte? … Nelle mie donne “streghe ” cerco di trasmettere sensualità ammaliante, a volte sono tristi a volte furbe, ma c’è tutta la mia nostalgia e malinconia di un tempo che forse non ho mai vissuto.

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C’è una parte della tua ricerca di cui vorresti parlare in particolare?

La mia non è mai stata una ricerca, e come se fare quello che faccio è sempre stato naturale e scritto …

Evidentemente sono ritratti della mia interiorità che in maniera quasi maniacale propongo e mi propongo quasi ad esorcizzare qualcosa di ossessivo. 

Qual’è il tuo rapporto con il mercato?

Più che di mercato parlerei di persone: mi capita di vendere delle opere inaspettatamente solo a chi si ritrova in quel ritratto di fantasia, o solo perché alcuni trasmettono sensualità piuttosto che positività.

C’è sempre un tentativo di mettersi in ascolto diretto con le figure che popolano il mio mondo.

Sembra quasi che ogni persona cerchi di ritrovare i quei volti una storia, magari la propria.

Questo è molto bello perché nascono spunti di riflessione molto intensi, dialoghi spesso intimi.

Si instaura con il pubblico un particolare quanto immediato senso di fiducia, addirittura confidenziale .

Cosa consiglieresti ad un artista che vorrebbe vivere d’arte?

Se ti riferisci ad un sostentamento economico raggiunto esclusivamente attraverso la vendita di opere d’arte, vista la totale assenza di un mercato Locale, direi che è molto difficile se non impossibile, bisogna partire.

Se invece il tuo è un discorso più filosofico direi che per esistere l’arte deve essere vissuta perciò se sei un artista non puoi non viverla.

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Profilo Facebook: https://www.facebook.com/angelo.zedda1

Francesco Cogoni.