INTERVISTA AD ALBERTO SCHIAVO

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Quando e come nasce il tuo percorso artistico-fotografico?

La fotografia è sempre stata “un vizio di famiglia”, a cominciare da da mio padre che mi ha insegnato le basi quando ero poco più di un bambino.

La ricerca di soluzioni artistiche si è evoluta negli anni, applicando le regole che la fotografia impone ma sempre tenendo presente che le cose più semplici sono sempre le migliori.

Quali artisti hanno influenzato maggiormente il tuo lavoro?

Apprezzo in particolare i lavori di Henry Cartier Bresson, Gianni Berengo Gardin, Sebastiao Salgado, Ansel Adams e Vivian Maier.

Cosa cerchi di cogliere ed esprimere attraverso la tua arte?

La fotografia a mio avviso è il voler condividere quell’attimo di sorpresa e curiosità davanti ad una scena che ti permette di dire “adesso scatto” quando hai la macchina fotografica con te.

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C’è una parte della tua ricerca di cui vorresti parlare in particolare?

Mi piacerebbe approfondire il tema dei ritratti “on the street”, quelli cioè non preparati in studio e con soggetti non in posa.

Qual’è il tuo rapporto con il mercato?

Il mio rapporto con il mercato è altalenante, non avendo rapporti con editori ma essendo basato esclusivamente sulle esposizioni.

Cosa consiglieresti ad artista che vorrebbe vivere di quest’arte?

Ad un artista che volesse vivere di fotografia, consiglierei innanzitutto di non avere fretta e all’inizio di appoggiarsi a qualche fotoclub serio, composto da bravi fotografi che possano introdurlo nel mondo delle esposizioni.

Inoltre di usare la rete come mezzo per farsi conoscere ed apprezzare.

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Contatti:

https://www.facebook.com/albertoschiavophotographer/

http://alshiavo.blogspot.it/

Francesco Cogoni.

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