Intervista a Giuseppe Veneziano

Quando e come nasce il tuo percorso artistico?

Nasce nel 2001, quando ho chiuso lo studio di architettura in Sicilia e mi sono trasferito a Milano. Da quel momento in poi mi sono dedicato esclusivamente all’insegnamento e alla pittura.

 

Quali persone, artisti ed episodi hanno influenzato maggiormente il tuo percorso?

Sono molte le persone che hanno dato un contributo fondamentale al mio percorso artistico. Solitamente cito quelli che, in qualche modo, mi hanno aiutato all’inizio quando nessuno mi dava ascolto. Potrei iniziare facendo il nome di Andrea Bartoli, un Notaio siciliano che è stato il mio primo collezionista; Andrea Pinketts, uno scrittore molto noto che mi ha organizzato la prima mostra in un locale (Le Trottoir) a Milano e Luciano Inga Pin, un gallerista storico milanese, che all’età di 80 anni realizzò la mia prima mostra in una vera e propria galleria di arte contemporanea.

 

Cosa cerchi attraverso la forma d’arte che utilizzi?

Cerco una formula espressiva che rappresenti il mio pensiero e la mia visione dell’arte. Fin dall’inizio ho avuto le idee chiare nel rendere il mio lavoro comprensibile a un pubblico più vasto possibile. Non ho mai tollerato quell’arte che vuole far vivere allo spettatore un senso di inferiorità, sovrapponendo all’opera (scarna di valori estetici) teorie concettuali. Sono per un arte inclusiva rispetto a quelli che la ritengono esclusiva.

 

C’è una parte nella tua ricerca artistica di cui vorresti parlare in particolare?

Mi sono sempre definito un “cronista dell’arte”, un artista molto radicato nel suo tempo che vuole raccontare la società in cui vive. Quindi mi occupo spesso di fatti di cronaca con dei rimandi nel passato e delle proiezioni futuribili.

 

Qual è il tuo rapporto con il mercato?

E’ un rapporto positivo, le mie opere trovano, quasi sempre, il suo collezionista. I miei canali di vendita sono le gallerie sia italiane che straniere con cui lavoro e che spesso stabiliscono il valore dei miei quadri. Ho visto anche alcune mie opere all’asta, ma sono stati dei casi cosi sporadici che non hanno definito un parametro attendibile.

 

Cosa consiglieresti ad un artista che vorrebbe vivere d’arte?

Il consiglio che do solitamente ai giovani artisti e quello di produrre opere anche quando nessuno le richiede. Il vero artista fa arte per se stesso. Solo quando si ha un cospicuo numero di opere, bisogna iniziare a proporsi a gallerie, critici o collezionisti. Un altro consiglio è quello di visitare molte mostre pubbliche e private e immergersi quotidianamente nello studio della Storia dell’arte.

Contatti:

https://www.giuseppeveneziano.com/

Francesco Cogoni.