Uova fatali di Bulgakov

Uova fatali è un romanzo breve di Michail Bulgakov.

Un profetico romanzo di fantascienza che racconta la storia tragicomica del professor Vladimir Ipat’evic Pérsikov, insigne scienziato, direttore dell’Istituto Zootecnico di Mosca. Un autorità indiscussa nel campo dei rettili e degli anfibi, che scopre quello che viene descritto come il “raggio rosso” dalle proprietà straordinarie che rende rapidissima e gigantesca la crescita di qualsiasi creatura buologica; purtroppo, per l’errore di un burocrate ottuso e zelante di nome Aleksandr Semënovič Rokk e “rokk” in russo significa “destino”, finirà per creare una generazione di orrendi mostri, i figli mostruosi dell’ambizione ignorante.

Uova fatali” si legge come un racconto di fantascienza, il narratore è onnisciente, il linguaggio utilizzato è colto, il racconto è perlopiù descrittivo ma è anche interpretabile come satira del comunismo degli anni della NEP, sfavillante di luci e intriso di ottusità, di chiusure, di entusiasmi ridicoli, di burocratismi insulsi e un ammonimento per quanto si profilava all’orizzonte della nuova URSS: la dittatura di Stalin.

Molti dei trasferimenti dei personaggi rispecchiano gli spostamenti dell’autore che studiò medicina lavorando per l’armata bianca antibolscevica trasferendosi poi a Mosca.

Dopo che la folla si rivoltò contro questo rivoluzionario e pericolosissimo raggio rosso distruggendolo, nessuno riuscirà più a ricostruirlo.

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M. Ferrante