Paolo Graziani “Dialogare intimamente in questo insolito periodo”

 
Come procede la vita in questo momento difficile?
Il dover modificare in poco tempo e consolidate abitudini quotidiane, il rimanere a casa per proteggere la nostra salute, quella di famigliari e persone a noi care, non mi ha creato nessuna difficoltà, mi ha turbato invece molto sentire i racconti della solitudine vissuta dalle persone nella terapia intensiva nella lotta contro questo virus.
Il pensiero positivo che mi sento di condividere, da persona molto credente, è che vedo tutto questo come un monito, un opportunità che ci viene concessa per soffermarsi su tanti aspetti, tanti affetti, tante cose che purtroppo diamo per scontate, facendone recuperare tutto il valore e l’importanza, e in questo cerco di rimanere positivo, propositivo.

Il tempo è e rimane la cosa più preziosa che ho, che abbiamo e dobbiamo sempre ottimizzarlo e viverlo pienamente.
Stai continuando a dipingere?
si, la pittura per chi vuole comunicare pensieri ed emozioni attraverso l’arte è un obbiettivo da perseguire, il lasciare una testimonianza, eliminando compiacimenti terreni, il saper resettare ogni elemento che ci distrae da questa ricerca, dal saper dialogare intimamente e profondamente con noi stessi, premesso questo, ogni momento può essere opportuno e idoneo per raccontare in modo autentico qualcosa che alberga fortissimamente in noi, e mi è capitato anche in questo insolito periodo di raccontare e trasmettere qualcosa su quadro.
Com’è cambiata la tua arte in una condizione di semi isolamento come quella in cui ci troviamo?
Artisticamente avevo ricercato in totale sincerità questo isolamento prima che avvenisse tutto questo, avevo avuto bisogno di ascoltarmi meglio dedicando più tempo alla creazione più che alla  promozione, per intenderci; i momenti e le opportunità espositive rimangono comunque arricchenti  per sani e costruttivi confronti di pensiero, ma un conto è quando le cose le scegliamo, ha invece un sapore diverso quando ci vengono imposte, cerco sempre attraverso la mia espressione artistica di condividere un fortissimo sentire Cristiano di gioia, di speranza, di Fede, di invitare a soffermarsi maggiormente sulle cose importanti della vita, pensiero e finalità che rimangono intatte anche e sopratutto nei racconti di questi periodi.
Hai modo di tenerti in contatto e condividere la tua arte con i fruitori? Che ruolo giocano i Social in questa battaglia?
Premesso che ogni  opera vista dal vivo può generare emozioni e vibrazioni uniche e indicibili, non rinunciamo mai a questo delizioso piacere, quando non ci si  può muovere, spostare recare a visitare un laboratorio, una  mostra, un esposizione, la tecnologia virtuale elimina le distanze, riserva la possibilità di confrontarsi, di porre all’attenzione, promuovere ugualmente, pertanto facebook, instagram, etc.  sono social che utilizzo con piacere; Anche se trovo che negli ultimi anni il tutto ha perso la loro forza propulsiva iniziale, si consentiva di spaziare a più fruitori e in modo veloce, ora noto un azione più lenta e circoscritta, premesso questo, ho visto tante iniziative interessanti, belle e positive, pertanto il ruolo dei social per condividere e cogliere questo è e resta imprescindibile.
Che ruolo dovrebbe svolgere l’artista in questo momento storico?
Ogni espressione artistica, dal ballo al canto, alla poesia, alla letteratura, alla scultura, la fotografia o la pittura, dovrebbe a mio modesto parere perseguire l’obbiettivo o la nobile finalità, di risvegliare le coscienze, di porre all’attenzione ingiustizie, soprusi, contraddizioni, far soffermare le anime ahimè sempre più sopite, distratte, anestetizzate sul valore dell’uomo, sul rispetto e il valore altrui, su ciò che conta  veramente ed è veramente importante nella vita.
Il riuscire a dare voce e testimonianza a questo sentire, a questi buoni sentimenti in periodi in cui si da invece valore e risonanza al nulla, è un ruolo e un obbiettivo che ognuno di noi dovrebbe sentire proprio, prioritario da svolgere, gli artisti in questo dovrebbero sentirsi coinvolti totalmente.
Secondo te, come cambierà il mondo, ma sopratutto i mercati dopo la fine del covid-19?
Ancora non si riesce a comprendere con esattezza quando tutto questo sarà terminato e superato, tutto quello che comporterà in termini umani, economici e di opportunità.
Mai si era vissuto una qualcosa di così estremo, che ponesse interruzione alle produzioni, ai mercati, ai commerci, a gli eventi sportivi come le olimpiadi, o ai teatri come alle grandi fiere d’arte.
Spero, auspico, desidero che questo Blackout, in un sistema palesemente ingiusto, malato, poco umano come è diventato, porti ad una nuova ripartenza verso dei cambiamenti migliorativi radicali e necessari.
Auguriamocelo tutti.
(contatti)
Francesco Cogoni.