INTERVISTA A SALVATORE CRABA

Vi riporto l’intervista a Salvatore Craba, ho apportato delle correzioni al testo originale per renderlo un pochetto più comprensibile, ma per rispettare e non modificare quelli che sembrano toni poetici e lo stile dell’intervistato, non ho potuto modificare il testo.

Come ha scoperto dell’esistenza di questa antica tradizione sarda, ancora sconosciuta a molti?

 

Una scoperta che è nata durante il mio lavoro come operaio forestale, che opera nel territorio ancora per gran parte incontaminato.

Territorio a grande presenza archeologica, cultura un pò infarinata.

Una passione verso la ricerca non sempre lecita, diciamo, di indirizzi archeologici abusivi.

La mia presenza costante nel territorio e le mie osservazioni hanno notato una similitudine di pietre modellate ad una forma o espressioni.

La forma che si riscontrava modellata e ripetitiva nelle varie dimensioni era quella che noi identifichiamo nella rappresentazione figurativa del cuore.

Molte pietre modellate a forma di cuore.

Ma con un altra similitudine ripetitiva in tutte quelle rappresentazioni.

Un lobo di questa rappresentazione del cuore risultava sempre sbeccata da una delle due parti dei lobi.

Consuetudine che non lascia dubbi sulla modellazione di indirizzo umano.

Restringendo di che cosa si trattava.

Era la rappresentazione stilizzata dall’essenzialità dell’uccello.

Con i lobi che identificano testa e dorso dell’uccello.

Con la punta come indirizzo gracile delle zampe.

La sbeccatura, che veniva effettuata su un lobo di questo uccello stilizzato, rappresentava il becco sempre spalancato.

Indicava la postura del cinguettio urlatore, della volontà degli umani di trasmettere agli dei le loro invocazioni.

Urlatori.

Particolarità essenziale a tutti i milioni di rappresentazioni che più di 5000 anni fa i nostri avi hanno modellato, Una buona e significativa dimostrazione di questi cuori-uccelli stilizzati è esposta nella rassegna permanente del museo di Burgos.

Gli uccelliurlatori sono una rappresentazione molto antica, quasi primordiale.

Dal neolitico antico sino ai primi secoli del cristianesimo, in Sardegna si invocavano gli uccelliurlatori.

Forma sacra e pagana nel primo millennio cristiano, si praticavano molto i due riti contemporaneamente.

Una dimostrazione evidentissima e ancora l’attuale rappresentazione nel nostro artigianato degli uccelli.

Primari e ancora unici simboli espressivi.

Unico simbolo pagano che ha resistito alla trasformazione del monoteismo del cristianesimo che ha cancellato tutto il politeismo.

Ancora sconosciuta a molti come dice lei…

Non me lo so spiegare, è comunque stranissimo che nessuno degli espertissimi archeologi non abbiano osservato questa infinita rappresentazione.

E questo mi inibisce anche su altre cose presunte chiare.

Perché mi chiedo se un tecnico non vede le montagne può vedere la polvere?

La maggior parte degli uccelliurlatori è sparsa lungo tutto il territorio.

Maggiormente dove il bosco era, e forse è, ancora oggi conservatamente più fitto.

Un dato importante, che molto più avanti se ne scoprirà il riscontro.

In Sardegna 8000 nuraghi 2.400.000 ettari.

Un nuraghe ogni 350 ettari.

Se si mettessero assieme gli uccelliurlatori che sono statti abbandonati nella superficie di 350 ettari.

Corrispondente alla pertinenza di ogni nuraghe.

Messi assieme si costruirebbe un volume superiore a quello del nuraghe stesso.

Strano ma vero ci sono altrettanti nuraghi più belli, che nessuno ha mai cosi dispersivamente potuto osservare.

Questo e ancora di più.

Una luce dal passato.

A che epoca risalgono le modifiche fatte alle pietre e che funzione avevano?

Era l’unico modo di evidenziare la fisionomia delle rappresentazioni e poterle far vedere agli altri.

Io evidenzio gli occhi e il becco in modo che anche voi li possiate riconoscere, il nostro passato è come molte altre civiltà, è rappresentato e scritto, nelle pietre che rappresentano capanne, nuraghi, tombe e molto altro.

Tutto scritto, leggendo le varie posture delle pietre, qualche volta è scritto in una forma non preordinata, la lettura di certe informazioni non è facile per tutti, non tutti abbiamo le lenti giuste per poterli leggere.

Così è in molti settori…

Vedi l’album su facebook del mio profilo, vedi foto, vai ad album, cerca un album col titolo gli uccelliurlatori col becco bianco, troverai una meraviglia magica per rappresentare il becco nelle espressioni modulari degli uccelliurlatori che ti sorprenderà.

Come le è venuta in mente l’idea di dipingerle per renderle evidenti a tutti?

E, mi chiedevo… guardando la quantità di pietre dipinte e la loro forma…

molte di queste sembrano forzate, può essere che non tutte siano state intagliate in passato e che siano semplicemente pietre?

Per far si che io le identifichi come uccelliurlatori, primariamente devono avere una prima identificazione immediata della forma ricercata.

Alla raccolta, dopo la presunta identificazione, controllo velocemente le varie modellazioni e ne cerco la testa.

La più espressiva con l’identificazione del becco aperto, e conseguentemente ci sono gli spazzi predisposti per la rappresentazione dell’occhio.

Due cose essenziali per l’identificazione.

Oramai conosco il tipo di pietra che maggiormente consideravano più espressiva.

Che è quella che cromaticamente include due filoni di pietra di colori diversi.

Per migliaia di anni hanno osservato le pietre del territorio, in cui vivevano in dipendenza dai pascoli.

Le pietre più vetrose e lisce di ogni colore rappresentavano maggiormente il piumaggio delle forme che volevano rappresentare.

Per ogni invocazione sempre una pietra nuova.

Gli uccelli modellati, sempre nuovi.

Perché nell’infinito scomparivano.

E nelle loro convinzione non poteva essere più messaggero un uccellourlatore scomparso con le loro preghiere.

In percentuale su mille, dieci possono non essere interpretate bene.

Le foto non rappresentano minimamente la loro corporatura.

Essendo le foto espressioni piatte non possono mostrare la tridimensionalità della loro forma armonica.

La lettura delle foto nasconde la loro espressività di forma.

Che è la principale identificazione della corpulenza espressiva delle carene naturali.

Un esempio che rende bene in una foto, senza riscontro.

Una figura anche umana non si distingue se è un nano ne se è un gigante.

La differenza è notevolissima.

Venivano rappresentate tutte le posture degli uccelli che servivano per la loro lettura.

Che nel sito sono spiegate meglio.

Ma il riconoscimento unico è il becco aperto, tutti gli uccelliurlatori venivano modellati pietra contro pietra.

Per quanto potevano col becco aperto, per urlare agli dei le loro invocazioni.

Secondo te è possibile che ci siano altre usanze dell’epoca nuragica a noi ancora sconosciute?

Si ma di funzione e misura diversa, e difficilmente comprovanti come questa enorme realtà.

Conoscere usi e costumi in maniera vissuta come li coglievano loro sarebbe il film più bello che si possa rappresentare.

C’è un qualche tipo di mercato dietro questi uccelliurlatori?

Se voglio si.

Adesso sono considerati in versione limitata, rappresentazioni artigianali costruite da me.

Nessuno a voglia di pensare diversamente dalle indicazioni predisposte.

E quantomeno osservare e analizzare quanto indico per capirli e conoscerli.

Valgono tantissimo adesso.

Sono tutti pezzi unici perché modellati pietra contro pietra…

Ma di numero enorme per i millenni in qui sono statti adottati.

Questo è un lavoro grande.

Portare a casa uno o dieci di questi uccelliurlatori è avere in casa la rappresentazione modellata di una figura costruita da uno che poteva essere stato un mio avo.

E non è poco… è quasi come avere un bronzetto.

Un giorno ci saranno in ogni casa dei sardi, e nel mondo saranno ancora rappresentativi.

Io devo divulgare questa scoperta.

Il segreto più sconosciuto di noi sardi e stato svelato.

Ne ho raccolto e allestito più di 20.000 o 30.000 e gli ho sempre regalarti.

E moltissime persone ne sono in possesso anche se non hanno capito cosa hanno.

Vedi pacchi di uccelliurlatori e le persone esterne che gli hanno ricevuti.

I documenti di riscontro delle spedizioni sono la prova, sempre regalati a spese mie.

Un giorno penso però che ci sarà un riscontro.

Cosa consiglierebbe di fare ad un giovane osservatore che, osservando la natura, trovasse delle pietre intagliate come le sue, o qualche altro genere di reperto?
Ecco, le scoperte di questa misura non sono molte.

Ma anche un solo ritrovamento che serva per capire di più e ricostruire il nostro passato è un passo in più per percorrere e ultimare ogni strada.

Mi dispiace che con tutti i mezzi e le conoscenze che abbiamo in questa epoca di comunicazione non si riesca ad affermare una realtà supportata da migliaia e migliaia di prove.

Mi chiedo che cosa ci succede per esserci cosi discostati da un’umanità manuale cosi vissuta e marcata da non consentirci di riconoscere quello che era una quotidianità di tutti, per migliaia di anni.

Gli uccelliurlatori sono come i passeggeri su un treno.

I passeggeri sono scomparsi ma i treni che li trasportavano, perché sono in pietra, sono rimasti e si possono ritrovare e rivedere facilmente. Questo e tanto altro, gli uccelliurlatori infatti ci portano tante di quelle informazioni del nostro passato.

Ci raccontano aspettative e paure dei nostri avi.

Sito: http://www.uccelliurlatori.it/

Francesco Cogoni.