INTERVISTA A ROBERTA CAU

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Quando nasce il tuo percorso artistico?
Fin da piccola ho respirato l’arte.

Mio padre pittore mi ha fatto conoscere il mondo dei colori ad olio.

Poi al liceo Artistico di Cagliari ho assimilato le leggi fondamentali della grafica e della prospettiva, ma il vero percorso inizia dopo il diploma, nel 1994, quando realizzo la mia prima mostra personale.

Inizia anche la mia voglia immensa di dipingere, sperimentare, conoscere, viaggiare e reinventarmi sempre artisticamente.

E mai smettere di farlo.

Quali artisti hanno influenzato maggiormente il tuo lavoro?

Mio padre e qualche artista conoscente mi hanno regalato parte della loro anima, ma il pittore del passato che mi ha più affascinato è stato Caravaggio.

Grazie a lui nasce la mia passione per il realismo.

Dipingo la realtà che osservo.

Cosa cerchi in arte?

La mia versatilità artistica mi ha sempre portato a pensare che non si debba avere per forza uno stile per essere Artisti.

Ciò che cerco è un modo per comunicare e suscitare emozione.

Negli anni la tecnica la tieni nella mente, mentre l’anima la imprimi su tela.

C’è una parte della tua ricerca di cui vorresti parlare in particolare?

La passione per il vino ad esempio.

Mi ha portato ad un percorso pittorico che rappresenta il mio vissuto.

Il semplice sorso di vino, dipingerlo per me è come omaggiarlo, con momenti di vita, frammenti e attimi su tela.
Trovo che abbia tanto da raccontare, il vino nasce dalla terra, cresce e come noi essere umani, forma il suo carattere, racchiudendo tutto nel ciclo della vita.
Ciò che voglio rappresentare nelle mie opere è proprio questa sua personalità, le sue qualità, i suoi umori, le varie sfaccettature che fanno da contorno.
Un calice di vino custodisce un mondo da scoprire gustando lentamente,
assaporando ogni più intensa sensazione.
Come a dare un’anima e un corpo a un semplice gesto: sorseggiare…
Il rosso rappresenta ciò che scorre dentro di noi, come il sangue nelle vene.
Un qualcosa di intimo.

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Qual’è il tuo rapporto con il mercato?

Quando iniziai a dipingere esisteva ancora la Lira ed esistevano più possibilità di vendere.

Ma dal momento che il mercato dell’arte è molto complesso, con il tempo, la trasformazione monetaria ha fatto calare un po’ questo tipo di lavoro.

Devo dire però che in 20 anni di vita artistica ho avuto la fortuna di trovare persone interessate ai miei lavori.

Tra alti e bassi sono riuscita ad andare avanti.

Cosa consiglieresti ad un artista che vorrebbe vivere d’arte?

C’è chi direbbe che non si può vivere di sola Arte.
Io penso che se si hanno le giuste capacità e quel pizzico di adattamento alle varie vicissitudini, che potrebbero essere ostacoli, si riesca a far si che la propria passione sia prioritaria rispetto a tutto.
L’importante è rinnovarsi sempre, capire quali potrebbero essere gli obiettivi e lavorare con impegno e passione.

Sempre.

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Francesco Cogoni.