INTERVISTA A LUIGI ROVELLA

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Quando e come nasce il tuo percorso artistico?

Ho sviluppato la passione per l’arte n da ragazzo, grazie ad insegnanti che mi hanno stimolato tanto e mi hanno fatto apprezzare la storia dell’arte dagli albori ai giorni nostri.

Un percorso artistico, che si possa definire tale, nasce circa 5 anni fa con un approccio alla pittura curativa, per poi passare, negli ultimi due anni, ad una scelta informale, caratterizzata da ricerca su materiali e colore.

Quali artisti hanno influenzato maggiormente il tuo lavoro?

Non mi rifaccio a nessun autore in particolare, la mia è una pittura molto istintiva: spesso è la mano che, quasi “autonomamente”, prende il pennello, lo carica di colore e lo trasferisce sul supporto.

Guardando alcuni lavori, una volta terminati, noto un richiamo ai paesaggi di Turner, ma la ritengo un’affinità casuale, non voluta.

Cosa cerchi in arte?

La mia è una costante ricerca.

Sperimento materiali sempre nuovi.

Negli ultimi lavori utilizzo sempre prodotti di scarto della mia azienda, materiali che dovrebbero aver terminato il loro ciclo vitale ed a cui cerco di ridare nuova linfa.

Questa “rigenerazione” degli scarti di produzione mi trascina particolarmente e credo che sarà una prerogativa anche dei miei lavori a venire.

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C’è una parte della tua ricerca di cui vorresti parlare in particolare?

La mia ricerca, oltre ai già citati materiali, è orientata all’utilizzo del colore come mezzo atto a suscitare sensazioni ed a stimolare la fantasia dell’osservatore.

Spesso definisco i miei lavori “Paesaggi informali” poiché l’interpretazione dello spazio avviene solo mediante i colori, senza l’utilizzo di forme definite tipiche della pittura paesaggistica.

E’ l’osservatore che può cogliere, attraverso un’analisi interiore, le “non forme” che rappresento ed interpretarle a suo modo.

Se riesco a stimolare questo spirito di interpretazione vuol dire che ho lavorato bene, che ho raggiunto lo scopo che mi ero prefissato.

Qual’è il tuo rapporto con il mercato?

Spesso di dice che il mercato dell’arte sia un mercato drogato, dove in pochi hanno la facoltà e la possibilità di far emergere nuovi artisti e questo per certi versi è vero, ma credo che gli artisti di qualità possano comunque farsi strada.

Personalmente sono interessato ad avere un mercato, ma, in un’ipotetica scala di valori, per me viene prima l’apprezzamento del pubblico: non dipingo solo per me stesso, mi fa piacere mostrare i miei lavori e sapere che vengono accolti con favore.

Certo è importante anche vendere, e per questo, oltre alle esposizioni in musei o concorsi, ho iniziato ad esporre in gallerie d’arte, proponendo direttamente le mie opere ai galleristi e stringendo rapporti di collaborazione con addetti ai lavori.

Cosa consiglieresti ad un artista che vorrebbe vivere d’arte?

L’unico consiglio che mi sento di dare è quello di lavorare sodo e proporsi con tenacia.

Non bisogna fermarsi alle prime dificolta; se si hanno le qualità e si è coscienti dei propri mezzi, si è già a metà strada.

Mettere il book dei propri lavori sotto il braccio ed andare a proporsi sia di persona che mediante l’utilizzo dei mezzi tecnologici virtuali a disposizione.

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sito: http://luigirovella.wix.com/luigirovella

Pagina facebook: https://www.facebook.com/luigirovellaartista/

Francesco Cogoni.