Intervista a Geremia Cerri

Quando e come nasce il tuo percorso artistico?
Il mio percorso artistico nasce tre anni fa circa, proprio in Sardegna.
Ero in ferie con mia moglie quando sentii il bisogno di riavvicinarmi ai colori e all’arte, lasciate al liceo artistico dieci anni prima.

Quali persone, artisti ed episodi hanno influenzato maggiormente il tuo lavoro?

Inizialmente dipinsi cercando di realizzare paesaggi realistici ma dopo un anno conobbi l impressionismo ad acquerello, conoscendo i grandi maestri attuali come Zbukvic, Castagnet fino ad arrivare a conoscere Roberto Zangarelli (acquarellista contemporaneo romano) i loro lavori sono di grande ispirazione per me.
Cosa cerchi attraverso l’arte?

Cosa cerco nell’arte?
Non saprei, forse è lei che mi ha cercato e che mi ha trovato.
Non credo di cercare qualcosa ma mi fa star bene il fatto di dipingere e migliorarmi.

 

C’è una parte della tua ricerca di cui vorresti parlare in particolare?

Sono tre anni che dipingo, studio molto la tecnica, mi esercito in continuazione ma se devo essere sincero, il discorso della ricerca è un discorso complesso legato ad un proprio stile, che se volessi riassumerlo ti direi: “il mio stile non lo cerco, i cambiamenti non li cerco sono loro che mi trovano, e quando ci incontreremo saremo pronti entrambi”. Non impazzisco nella “ricerca” continua, ho in mente di fare dei bei dipinti, questo è importante per me.
Qual è il tuo rapporto con il mercato?

Il mio rapporto Con il mercato, esiste da poco o meglio, ho provato a fare ben due di quelle mostre collettive con il solito organizzatore che raggruppa artisti qua e là, ma si è sempre rivelato controproducente, almeno per quanto riguarda gli artisti, non è mai controproducente per chi organizza.
Cosa consiglieresti ad un artista che vorrebbe vivere d’arte?
La domanda rivolta a me è piuttosto prematura, senz’altro confronto con altri artisti che lo fanno da più tempo, può fare solo bene.
Francesco Cogoni.