INTERVISTA A FRANCESCA PASQUALI

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Quando e come nasce il tuo percorso artistico?

Ho terminato l’accademia di belle arti nel 2006.

All’inizio è stata una scelta davvero istintuale, sentivo la necessità di tentare questa via senza avere una reale cognizione del percorso a cui mi avrebbe portato e senza la certezza che sarebbe potuto diventare un lavoro, ma con il passare del tempo ho capito che quella era la strada che avrei voluto percorrere per il mio futuro; da quel momento ho investito tutte le mie forze per perseguire questo sogno.

Quali persone, artisti ed episodi hanno influenzato maggiormente il tuo lavoro?

Ho sempre dedicato attenzione alle persone che sviluppano la propria creatività senza grandi mezzi, ma solo per necessità di risolvere problemi reali della vita di tutti i giorni… questo porta a trovare soluzioni pratiche, ma geniali e allo stesso tempo funzionali.

In questo i viaggi verso paesi lontani, con culture molto differenti dalla nostra, mi hanno aiutato tanto, soprattutto ad aprire la mente e a sviluppare l’attenzione verso le piccole cose, che all’occhio dei più risulta superfluo.

Il “guardare” mi ha insegnato a pormi sempre quesiti quali: che funzione, oltre all’estetica, avrà il lavoro, che sensazioni provocherò, che ricordi evocherò nell’osservatore?

Del resto l’apprendimento si basa sull’esperienza intima di ognuno di noi.

Lo studio ha accresciuto la consapevolezza di ciò che stavo ricercando: conoscere ciò che è stato prima per crescere e formare una consapevolezza poi!

Amo follemente l’istintualità di Pollok, il razionalismo di Castellani, la follia di Manzoni, la sperimentazione di Pascali, il cinetismo di Colombo, la matericità della Hicks, la sforza della Hatoum, il colore di Kapoor.

Cosa cerchi attraverso l’arte?

L’arte dovrebbe provocare sensazioni, pertanto la volontà è quella di stimolare emozioni e per farlo cerco di coinvolgere le persone a 360°, attivandone i sensi e il corpo stesso.

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C’è una parte della tua ricerca di cui vorresti parlare in particolare?

Mi preme parlare del progetto nato poco più di un anno fa:

insieme ad alcune professionalità nel campo dell’arte ho fondato il Francesca Pasquali Archive, un vero e proprio archivio, che non è solo rivolto all’archiviazione e all’autenticazione delle mie opere, ma che grazie all’uso di sistemi di tecnologia avanzata, quale in primis un database cui è collegato il chip incorporato nel documento di autenticità, vuole porsi in modo innovativo e di ricerca a livello internazionale. Questo mi ha dato modo di approcciarmi

sempre più ai mezzi tecnologici che la contemporaneità offre, e valutare un aspetto del lavoro che non tutti i giovani considerano, la certificazione e l’autenticità delle proprie opere, archiviate in modo scientifico e analitico.

Qual’è il tuo rapporto con il mercato?

Più che al mercato penso piuttosto al sistema dell’arte in generale che potrebbe puntare ad investire in maniera più consistente sullo sviluppo imprenditoriale, economico e lavorativo dei giovani.

Oggi questo è molto difficile che accada!

L’arte contemporanea dovrebbe essere un grande strumento per far crescere di nuovo una generazione di giovani che puntino alla creatività e alla manualità; tutto questo però in stretto dialogo con le nuove tecnologie digital-web che oggi, più che mai, hanno il compito di amplificare il messaggio di futuro di cui essa stessa è promotrice.

Cosa consiglieresti ad un artista che vorrebbe vivere d’arte?

Credere nei sogni e perseguire i propri desideri fino in fondo.

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sito: http://www.francescapasquali.com/

Mail: [email protected]

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TWITTER/ISTA: Francesca Pasquali Archive

Francesco Cogoni.