Intervista a Saro Grimani

Oggi 12/12/2022 vi presento l’intervista a Saro Grimani, Artista Veneziano!

Quando e come nasce il tuo percorso artistico?

Fin da bambino ho sempre avvertito la forte necessità di creare dipingendo, quando lo facevo, mi sentivo felice ed appagato, ho portato con me questa passione anche in età adulta, il desiderio però di creare qualcosa che potesse comunicare con gli altri e diventare arte, è nata in seguito ad un periodo di profonda depressione che ho attraversato e superato, anche grazie alle mie creazioni, ma mai avrei creduto che le stesse potessero interessare ad altre persone, quando sono stato contattato per la prima volta da una galleria d’arte per organizzare una mostra , stentavo a crederci.
Dipingere mi fa stare bene e mi aiuta a riflettere e spero di trasmettere la stessa cosa a chi osserva le mie opere.

Quali persone, situazioni o artisti hanno influenzato maggiormente il tuo lavoro?

Per quanto riguarda le influenze artistiche le mie opere spunti provenienti da autori quali Mario Schifano, Salvador Dalì e Bernard Albertin, in generale vengo spesso ispirato da correnti artistiche quali il Dadiasmo e la Pop Art.

Per quanto riguarda le situazioni,  invece, ritengo che l’opera d’arte debba essere uno strumento di comunicazione, quindi amo molto tirare in ballo temi di attualità ed interesse social, come l’eco sostenibilità e la salvaguardia del pianeta, la violenza di genere, la guerra e la limitazione delle libertà .

Prendo spesso appunti leggendo i quotidiani o ascoltando la radio e la TV , per appuntare idee che potrebbero tornarmi utili.

 Cosa vuoi esprimere attraverso l’arte?

Per me l’arte è essenzialmente comunicazione, guardando un quadro o una scultura, dobbiamo essere indotti a riflettere, devono scaturire emozioni di qualsiasi tipo, dalla gioia, al dolore o addirittura il disgusto, che ci inducono a riflettere su quello che l’artista vuole dirci. Di arte che fa sognare, bellissima , stupenda, come quella di Chagall o Kandinskij, ne abbiamo vista tanta, di arte che fa riflettere, soprattutto nelle pittura meno, mi piacerebbe trasmettere, attraverso i miei quadri le stesse riflessioni che possono scaturire da un’ opera teatrale o cinematografica.

Mi piacerebbe approfondire sul tuo ultimo progetto artistico, cosa puoi dirci? 

Nel 2023 mi attendono due pubblicazioni molto importanti, l’inserimento nell’annuario Artisti ‘23 edito da Mondadori e l’inserimento in un testo di Vittorio Sgarbi (Porto Franco – le opere sdoganate da Vittorio Sgarbi), sono felicissimo, due progetti su cui sto lavorando molto, insieme alla creazione di altre opere che porterò in mostra in giro per l’Italia, alcune saranno ancora del ciclo sui temi sociali, altre che ho in mente inaugureranno un altro ciclo.

Qual è il tuo rapporto con il mercato? che possibilità ci sono di emergere per un giovane artista?

Il mercato dell’arte ormai è immenso e molto dispersivo, ci sono sempre più attori che vi partecipano ed è sempre più sfidante, l’artista moderno oltre che un creativo deve essere un ottimo comunicatore e uomo d’affari, con l’avanzata della tecnologia, riusciamo ad entrare in contatto con tantissime persone in poco tempo ed in ogni parte del mondo, questa è una cosa che si può sfruttare sia per arrivare al collezionista ma anche per arrivare ai vari intermediari quali galleristi e critici.

Cosa consiglieresti ad un giovane che vorrebbe vivere di arte?

consiglierei di non puntare a notorietà o guadagni economici da capogiro ma di riuscire a vivere dignitosamente con la propria arte, perché vivere facendo qualcosa che ami immensamente è un grandissimo risultato, poi se arriva la notorietà e il successo, tanto meglio e soprattutto consiglierei di abbandonare lo stereotipo dell’artista “povero” e “sfigato” per sposare quello dell’artista colto che pensa non solo a creare la propria arte, ma anche a diffonderla, senza aspettare che sia altri a farlo.

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Francesco Cogoni.