Franca Sonnino Il filo, il segno, lo spazio


Franca Sonnino Il filo, il segno, lo spazio
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Il progetto Franca Sonnino. Il filo, il segno, lo spazio nasce dalla collaborazione tra il MUACC Museo universitario delle arti e delle culture contemporanee di Cagliari e la Galleria Gramma_Epsilon di Atene.

Si articola in due mostre, tra loro complementari: l’esposizione al MUACC si delinea come un’ampia retrospettiva, che si sofferma su tutti i principali momenti e nuclei tematici relativi alla ricerca dell’artista, così come essa è andata sviluppandosi dal principio degli anni Settanta; alla Galleria Gramma_Epsilon è riservato un focus sulle opere degli ultimi anni, caratterizzate da una rinnovata tensione espressiva e insieme da una rara coerenza, rendendo pienamente evidente l’inesausto valore di un’artista che, transitando attraverso il secondo Novecento, ha saputo pienamente abbracciare il XXI secolo.

La mostra al MUACC “Franca Sonnino. Il filo, il segno, lo spazio” costituisce la prima esposizione temporanea promossa dal nuovo museo dell’Università degli Studi di Cagliari: la scelta di proporre in Sardegna un approfondimento su Franca Sonnino, artista romana, deriva dall’interesse della giovane istituzione museale per i temi legati alle questioni di genere, centrali nel dibattito sul contemporaneo, e trova una specifica motivazione nel forte sodalizio, umano e culturale, che per lunghi anni ha legato Franca Sonnino a Maria Lai, la più rappresentativa tra le artiste isolane del Novecento. Lai e Sonnino, infatti, per molti anni abitarono, a Roma, nello stesso palazzo, condividendo letture, discussioni, scambi di idee. E fu proprio Maria a incoraggiare e sostenere l’amica a intraprendere la strada dell’arte.

Ripercorrendo quella strada, l’obiettivo principale dei curatori è quello di ricostruire criticamente la vicenda artistica di Sonnino, storicizzandola e mettendola in relazione ad alcune specifiche istanze del contesto culturale nazionale e internazionale, facendo emergere le connessioni con il processo di affermazione delle donne nel sistema dell’arte, per secoli escluse o tenute ai margini.

Il percorso espositivo allestito a Cagliari presenta un’ampia selezione di opere, che comprende sia le prime prove pittoriche, sia i lavori che contraddistinguono la transizione verso l’utilizzo del filo come medium privilegiato d’espressione e come vasta riflessione sul segno: si sviluppa, quindi, a partire dai dipinti a tempera dei primi anni Settanta, in cui emergono delicate e fitte trame cromatiche giocate su lievi variazioni di tono, per proseguire con le “Reti”, in cui il filo non è più dipinto sulla tela a fingere trame, ma adagiato sulla superficie, nella sua concretezza fisica, in modo da determinare esso stesso la composizione dell’opera.

Progressivamente si rende sempre più evidente come l’indagine sul segno condotta dall’artista si configuri come indagine sullo e nello spazio, giungendo alle realizzazioni che testimoniano – secondo una definizione di Mirella Bentivoglio – quella “misura ambientale” dell’arte di Sonnino in ragione della quale ogni opera vive in relazione allo spazio che la accoglie e letteralmente la attraversa, fino ad assumere una attitudine propriamente costruttiva.

Le opere più rappresentative sono oggetti tridimensionali – sculture e installazioni – costruiti col filo di cotone serrato intorno ad un’anima di ferro, che trasformano materiali e linguaggi storicamente confinati nel domestico in nuova consapevolezza e affermazione del femminile.

Uno dei nuclei centrali della mostra è costituito dai “Libri”, databili a partire dagli anni Ottanta, che tra tutte le opere di Sonnino sono quelle che maggiormente rimandano alla sorellanza con Maria Lai, ma che anche, allo stesso tempo, rendono esplicite le differenze tra le due artiste.

Tra le installazioni, un posto privilegiato occupa l’opera intitolata Orchestra, costituita da diciassette leggii vuoti, esposta nella personale che Sonnino tenne a Cagliari, alla Galleria Duchamp, nel 1985, unico precedente in Sardegna di questo progetto.

Franca Coen Sonnino nasce in una famiglia di origine ebraica nel 1932, a Roma, dove vive e lavora. Laureata in Lettere, intraprende il suo percorso artistico dopo l’incontro con l’artista di origini sarde Maria Lai, che la esorta a usare “le mani per fare oggetti inutili, non cose utili”.

Le prime opere sono costituite da dipinti di linee e fitti reticoli. Progressivamente, il filo diventa medium privilegiato nel suo lavoro, sostituendo definitivamente il pennello e dando origine a creazioni contraddistinte da un’originale sintesi di prerogative segniche e spaziali.

Dal 1972 ad oggi, Franca Sonnino è stata protagonista di quasi trenta mostre personali e ha preso parte a circa duecento mostre collettive in tutto in musei e gallerie di tutto il mondo.

In occasione della mostra, Franca Sonnino farà dono all’Università degli Studi di Cagliari di una sua opera altamente significativa, che andrà ad arricchire le collezioni permanenti del MUACC, nel segno di una maggiore presenza delle artiste donne.

Durante tutto il periodo dell’esposizione sono previste aperture speciali, anche nelle ore serali, iniziative complementari e momenti di approfondimento, in collaborazione con il Dipartimento di Lettere, Lingue e Beni Culturali, le Associazioni degli Studenti di UniCa, Istituti d’Istruzione e Associazioni culturali presenti nel territorio.

Franca Sonnino Il filo, il segno, lo spazio

  • a cura di Simona Campus e Paolo Cortese
  • Un progetto di:
    Università degli Studi di Cagliari – MUACC Museo universitario delle arti e delle culture contemporanee
    Galleria Gramma_Epsilon, Atene
  • In collaborazione con:
    Repetto Gallery, Londra
    Archivio Lettera_E, Roma
    Università degli Studi di Cagliari
    MUACC Museo universitario delle arti e delle culture contemporanee
  • Magnifico Rettore Francesco Mola
  • Direttore Generale Aldo Urru
  • Direzione per i Servizi Bibliotecari e Attività Museali
  • Dirigente Roberto Alba
  • Referente Scientifico Rita Pamela Ladogana
  • Curatrice Simona Campus
  • Catalogo Gli Ori, Editori Contemporanei
  • Testi in catalogo di
    Simona Campus e Paolo Cortese
    Tania Coen_Uzzielli
    Rita Pamela Ladogana
    Agnieszka Śmigiel
  • Presentazione di Francesco Mola, Magnifico Rettore dell’Università degli Studi di Cagliari
  • Inaugurazione
    12 ottobre h 18, MUACC,Cagliari, Via di Santa Croce, 63
    15 ottobre h 18, Gramma_Episolon, Atene, Agathonos, 6
  • MUACC Museo universitario delle arti e delle culture contemporanee
    Via di Santa Croce, 63 (09124) Cagliari (Italy)
  • ORARI
    Mart-Ven 10-14
    Mer-Gio 10-18
  • +39 070 675 5330
  • [email protected]
  • https://unica.it/unica/it/muacc.page
  • Gramma_Epsilon Gallery
    Agathonos, 6 (10551) Atene (Grecia)
    Mart_Sab 11-19
    +30 210 3231867
  • www.grammaepsilon.com
  • [email protected]
I curatori
Simona Campus, storica dell’arte contemporanea e curatrice.

Ha maturato numerose esperienze nell’ambito museale e curatoriale, per sei anni è stata direttrice artistica del Centro comunale d’arte e cultura EXMA di Cagliari. Attualmente è curatrice del MUACC e delle collezioni artistiche dell’Università degli Studi di Cagliari, dove dall’anno accademico 2014-2015 ha, inoltre, l’incarico per l’insegnamento di Museologia nell’ambito del Corso di Studi in Beni Culturali e Spettacolo.

Paolo Cortese, curatore e gallerista.

Dalla fine degli anni Ottanta si occupa di arte del Novecento, organizzando mostre in collaborazione con importanti istituzioni, tra le quali l’Accademia Nazionale di San Luca e i Civici Musei di Reggio Emilia. Negli ultimi vent’anni ha scelto di dedicarsi alla promozione dell’arte al femminile italiana del secondo dopoguerra, sia in Italia che all’estero, concentrandosi in particolare su Mirella Bentivoglio e sul gruppo di artiste a lei collegate.