Tzompantli all’AtelerArteDinamico

Un esposizione collettiva è esposta all’AtelerArteDinamico in Brescia, corso Mameli al 22/a, si chiama Tzompantli a cura di Antonella Bosio, fa parte delle iniziative del progetto CRAFT in collaborazione con Comitato Mercanzie, Brescia Marketing e Amar a MEXICO associazione.

La mostra inaugurata il 28 Ottobre resterà esposta per tutto novembre e come mi riferiva la curatrice:

Il nostro obiettivo come AtelierArteDinamico è quello di promuovere il multiculturalismo artistico e mi è capitato tra le mani questo progetto in un periodo molto importante per la cultura Messicana (la festa dei morti) e l’anniversario di questo evento spaventoso.

Volevo mettere l’accento sul progetto e sulla capacità dell’arte e sul dovere dell’artista di smuovere le coscienze e impedire l’oblio degli eventi.

Cosa a parer mio ben riuscita in questa e nelle serie di mostre legate a questa storia e a queste tematiche, perciò consiglio a tutti coloro che possono di non perdersela.

Ma lasciate che vi racconti la storia che ha in qualche modo concepito l’atto di giustizia che questa mostra rappresenta.

Una terribile notte, il 26 settembre 2014 a Iguala, sei studenti sono stati assassinati, cinque sono stati feriti e altri 43 sono scomparsi.
Tutti appartenevano alla scuola rurale di Ayotzinapa, nello stato di Guerrero, quattro mesi dopo la loro scomparsa, il 27 gennaio, l’allora procuratore generale della repubblica, Jesús Murillo Karam, ha informato la società messicana che gli studenti di Ayotzinapa sono stati confusi con un gruppo di narcotrafficanti della zona (Los Rojos) e che per questo sono stati uccisi da un gruppo rivale.
Per il procuratore, i corpi dei 43 studenti scomparsi sono stati incendiati in una discarica di Colula e le ceneri sono state gettate nel fiume San Juan, e così per il governo messicano la storia può essere ritenuta risolta.
Da allora le loro famiglie non hanno smesso nemmeno un giorno di sperare di rivedere questi studenti ancora in vita, anche se il governo messicano li ha dati per morti già da diversi anni, ed è con lo spirito di chi vuole tenere in vita almeno la memoria dei ragazzi scomparsi è cominciata l’idea della mostra, la collezione composta da 43 incisioni presenta teschi elaborati nei modi più diversi, molti degli artisti che hanno voluto contribuire con una loro opera sono giovani, come gli studenti scomparsi.
Sembra un caso ma è molto affine il fatto che il numero 43 simboleggi la distruzione, il caos, una condizione di caos data senza dubbio dall’impossibilità di sapere con certezza ciò che è realmente accaduto, una impossibilità di vedute che, invece, il procuratore credette di poter colmare senza tanti elementi probatori, senza dubbi, condizione di caos che i parenti invece hanno trasformato in spirito di unione, di collaborazione, di convivenza collettiva, verso un’intensa attività in giro per il mondo a tener viva la fiamma della memoria di quei ragazzi, questa mostra di incisioni rappresenta anche questo, è un bellissimo modo per passare da una condizione di caos e distruzione, ad una di ricostruzione e crescita.

Qui di seguito vi trascrivo la traduzione rielaborata di ciò che mi è stato inviato in merito alla mostra ed alla vicenda:

“Rigenerare la vita partendo dalla morte, offrire un pegno di sangue per salvare il mondo.”
Questa visione racchiude un simbolismo antico capace di tornare all’origine dell’umano, di ciò che fa spiegare l’esistenza verso una ragione di convivenza collettiva.
Non sottende l’intenzione di dichiarare vivo il morto, né semplicemente fare riferimento ai 43 giovani di ayotzinapa, come il governo messicano vorrebbe, per chiudere il caso con varie sacche di cenere bagnata.
No, la nostra è la sensazione di un’altra classe, è omaggio e perseveranza, cioé non dimenticare e insistere sul giusto.
Abbiamo messo 43 teschi assieme, alla maniera dei nostri antenati, nativi di questa nostra terra, per abbracciare questo sincretismo (crosta storica tenuta) e dargli un indirizzo attuale.
43 artisti, la maggior parte giovane, come gli studenti scomparsi, si sono uniti offrendo il loro lavoro per dire con una sola voce, in un conclusivo atto: li vogliamo vivi!”

Vi auguro di poterla visitare.

link della pagina:  https://www.facebook.com/Tzompantli-1525105167805946/

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