Qualche parola a caldo su h168 Ferai Teatro

“Ero li, immobile e gelato, immerso in un estasi orribile.”
Jean-Paul Sartre

Lo spettacolo è cominciato domenica 16 settembre alle 23:59 per finire ieri, domenica 23 settembre alle 23:59, è un evento mai fatto prima al mondo, uno spettacolo composto da una serie di performance teatrali: alcune ripetute ogni giorno, altre uniche e irripetibili e altre ancora permanenti, come viene descritto nell’evento, qualcosa di unico, complesso, appena hanno condiviso con me la notizia ho provato un senso di curiosità e speranza, e devo dire che è stata l’esperienza artistica contemporanea diretta più intensa con la quale mi son potuto confrontare in questi ultimi anni.
Il primo giorno ho pensato che ci fosse una chiave per ogni performance, come se si dovesse trovare una soluzione, poi mi son reso conto che era riduttivo vederla in questi termini, ma vorrei evitare di parlare delle singole performance e dei singoli attori, perché le tematiche son tantissime, troppe, ed ogni una di esse esige uno scritto apposito, piuttosto voglio esprimere due parole su ciò che ho vissuto nel suo complesso.

La chiave di tutto sembra essere la forza di volontà, come fosse il movente che ci permette di fare qualsiasi cosa, di diventare qualsiasi cosa, e superare qualsiasi cosa, per motivi personali non ho avuto la possibilità di essere sempre presente, ma capitavo ad ogni ora, sia in piena notte che la mattina o il pomeriggio, e ad ogni ora, a prescindere dalla presenza di pubblico, loro erano li, che andavano avanti nella loro scaletta, con le loro performance più o meno intense, più o meno riuscite, qualche volta in attesa di uno stimolo esterno che in qualche modo li influenzasse altre volte li ho trovati completamente immersi e persi nell’azione, in una sorta di assenza di sé che a tratti tornava, con uno sguardo, una micro espressione, un azione esplicita.
Perché al Ferai non si è mai solo spettatori, ogni nostra azione è parte integrante dell’opera, anche nell’inazione si è in scena, la sola presenza influenza gli attori, il comportamento dei corpi, cambiando il corso della storia e ci permette di dar vita ad un lieto fine, che in alcuni casi non arriva mai e forse non dovrebbe neanche mai arrivare.
In questo senso, all’interno dello spazio siamo tutti attori e questo ci permette di sentire un ruolo e viverlo, cosa che mi ha messo subito in una situazione scomoda perché mi è sempre più facile assistere attivamente, come osservatore giudizioso, cosa che nel corso delle performance ho tentato di superare interagendo.
Il fatto che vengano poste in atto diverse performance contemporaneamente e che venga data la possibilità di interazione con i componenti del Ferai o con gli altri spettatori crea una dinamica organica, un flusso vivo e continuo, importantissimi in tal senso il ruolo che hanno avuto i gesti ripetuti sino allo sfinimento, come un flusso sanguigno perpetuo tra i diversi organi attivi rappresentati dalle singole performance che toccano ogni atavico sentimento primordiale, attraverso queste ho potuto sperimentare me stesso nel rapporto con situazioni irripetibili, ho potuto vivere in prima persona tantissime sfumature emotive, conoscere empaticamente persone sconosciute e farmi conoscere da loro, senza paura, senza vergogna.
La verità è che ogni singolo componente entra sottopelle con la sua performance, e vi rimane per giorni, nei pensieri, facendo riflettere sulle tematiche più svariate, Aristotele dichiarava che la meraviglia è la causa del filosofare, ed io ero li, immobile e gelato, immerso in un estasi orribile e, devo aggiungere, meravigliosa.
Personalmente ne esco molto arricchito, consiglio a chiunque abbia la possibilità di conoscere la compagnia e godersi i futuri spettacoli che metteranno in scena, e sopratutto ci tengo a ringraziare ogni singolo membro del Ferai Teatro per l’esperienza che mi hanno permesso di vivere, in particolar modo gli attori presenti nella lista: Simone Cogoni, Ilenia Cugis, Ga’, Elena Melis, Andrea Ibba Monni, Roberta Mossa, Andrea Mura, Sara Sossich, Agostino Urgeghe, Sarah Vacca, Sara Perra, Raffaella Ruiu.

Ferai Teatro, via dolcetta 12, Cagliari

Sito: http://www.ferai.altervista.org

Mail: [email protected]

Pagina: https://www.facebook.com/feraiteatrooff/

Francesco Cogoni.

Precedente Intervista a Maria Pia Campagna Successivo Intervista a Vito Mazzotta