Presentazione delle opere di Michele Nicolè a cura di Yuleisy Cruz Lezcano

Presentazione delle opere di Michele Nicolè a cura di Yuleisy Cruz Lezcano

ESPRESSIONISMO ASTRATTO E ARTE SURREALISTICA

“DIRITTO AL SOGNO”

 

«Probabilmente ci sono ancora così tante annotazioni che non riescono a spiegare i nostri dipinti. La loro spiegazione deve sorgere da una profonda esperienza tra immagine e osservatore. L’apprezzamento dell’arte è un vero matrimonio dei sensi. E come in un matrimonio, se non viene consumato si giunge all’annullamento».

 

(Mark  Rothko 1903-1970)

 

Amo moltissimo l’arte surrealista perché l’artista si può permettere di capovolgere l’intenzionalità tradizionale di tutti i sensi; si può permettere di uscire dagli automatismi dei comuni accostamenti, per iniziare in libertà l’ingranaggio di una catena di nuovi sensi, in grado di compenetrare in modo inspiegabile le emozioni.

I dipinti surrealistici, in particolare quelli che hanno a che vedere con i pensieri onirici o con i campi misteriosi della Metafisica, sono colmi di simbolismi e di proposte innovative, perché realizzano la rottura simbolica fra causa ed effetto, permettendo d’introdurre elementi di perturbazione che dicono senza dire. L’artista, con questo tipo di immagini,  riesce a dare un salto d’intensità, uscendo dal già sentito, per aprirsi all’osservatore con “l’insolito”. Non esiste comunicazione codificata in questo modo di esprimersi, ma si realizza un’aggregazione di nuovi sensi, che determinano, a loro volta,  l’allargamento di tutti i sensi possibili. Ed è questo che avviene quando si osservano i dipinti di Michele Nicolè. L’immagine creata per offrirsi alla percezione, trasmette sensazioni sempre diverse. L’artista conosce il potenziale e la valenza delle proprie alchimie e con uno stile libero, libera l’arte, crea giochi materici di luce, colori materici che si incontrano, ma che ad ogni incontro continuano a restare se stessi. L’artista crea parallelismi fra gli universi e le dimensioni ed unisce dimensioni ed universi con l’astrattismo del pensiero.

L’astrattismo di Nicolè è surreale e tra le sue opere l’unico elemento omogeneo è il pensiero libero, attraverso gesti di libertà totale, senza una reale scansione temporale. E le emozioni riconducono al ritorno verso l’innocenza, che l’artista sperimenta a tutto campo, senza regole.

I suoi dipinti trovano la propria ragion di essere, senza portare a una lettura univoca. Le linee di congiunzione fra i vari elementi sono animate in un flusso a volte allargato e a volte ristretto, in cui l’unica “apparizione” possibile è la curiosità dei sensi. L’osservatore viene subito sorpreso dell’amalgama di colori,  che svegliano ricordi felici e struggenti, un po’ logici e ragionevoli, un po’ imprevisti ed incontrollabili. Per esempio, nel dipinto dal titolo “Luci nel firmamento”, del 2005, il messaggio trasmesso dall’autore può essere invisibile, e nello stesso tempo può arrivare alla mente di diverse persone in modo simultaneo, creando un universo di energie nuove e più potenti, dell’energia iniziale pensata da un unico soggetto. In questo caso mi azzardo a dire che l’artista è riuscito ad amplificare l’energia iniziale, solo con il fatto di portare all’attenzione dei diversi osservatori il suo dipinto.

Volendo poi fare un paragone con artisti del passato, a differenza dell’arte astratta di Mark Rothko (1903-1970), ad esempio, i dipinti di Michele Nicolè sono astratti ma non geometrici, non hanno divisione netta dei toni; la sua poetica artistica, richiama altri artisti appartenenti al gruppo di pittori americani come Gottlieb, de Kooning, Still, Kline, Newman e Motherwell, anche se non esiste realmente un vero legame  fra l’arte pittorica di questo artista e quella degli altri pittori. Nell’arte di Nicolè si percepisce una forte influenza dell’arte di Pollock. Infatti, nonostante la libertà di questo artista nel modo di mostrare la propria realtà intrinseca, nella sua arte si riesce a cogliere l’influenze di questa corrente pittorica. Per questo, mi permetto di affermare, che questo artista italiano rientra, nella corrente dell’espressionismo astratto anche se in modo non puro .

La pittura astratta ci ha dato opere importanti. Se noi pensiamo, ad esempio, a Paul Klee, al primo cubismo; se pensiamo a Braque, Picasso, a Morandi considerati i maestri del cubismo, possiamo dire che con l’astrattismo contemporaneo c’è stata una grande evoluzione, ma poiché le tracce nell’arte non si perdono, esse servono per nuove ricerche di stile. Ed è questo che sta avvenendo con l’arte di Michele Nicolè, un artista che gode di piena maturità espressiva , un grande indagatore di se stesso, pensatore lucido, che ci guida attraverso le proprietà associative dei colori, in cui l’espressionismo astratto è quasi surreale, e ci consente, d’immaginare, con un po’ di fantasia, immagini naturali note. Michele come altri artisti, osserva immagini che potrebbero definirsi astrattamente costruzioni ma che, di volta in volta, a seconda delle associazioni mentali richiamate, possono assumere forme concretamente reali. Ogni raffigurazione nei suoi quadri crea infinite combinazioni. Da ogni combinazione si evincono nuove espressioni costruttive. Uso la frase di Klee per meglio definire l’arte di Nicolè: “mobilità lungo le vie naturali della creazione”. Attraverso un’osservazione attenta si possono cogliere nell’arte di Michele Nicolè “il senso del divenire”, “la natura dei pensieri liberi”, “la creazione di nuove unità di senso”.

Gli studi di Michele, da quello che lui stesso racconta, si sono negli anni intensificati e specializzati, tanto che si può cogliere un salto evolutivo verso la ricerca interiore, la libertà innocente dei pensieri. Non si può ignorare, avvicinandosi alla sua arte e leggendo i suoi libri, che l’artista abbia una profonda cultura e che sia dotato da un’insaziabile curiosità per le più svariate manifestazioni del pensiero. Solidissime sono le sue basi culturali a carattere filosofico, musicale e letterario. Di ciò, bene ne dà testimonianza il suo libro da me divorato “ PensArte” (La danza della mente).

Ci si potrebbe però, fare un’altra domanda: Quale può essere considerato il fondamento della sua cultura d’immagine?

L’arte visiva di Nicolè è ricca, con linee che sembrano fluttuare e ricongiungere altri elementi, e onde che uniscono immagini come pensieri. I suoi dipinti sono il riflesso della sua introspezione, guidata da un appassionato sguardo, lucido e caparbio, che rivela i frutti di una mente coltivata da segni e gesti pronti ad esplodere,  in un tempo senza tempo, dove il tempo stesso viene cancellato dal ponte che mette in connessione realtà parallele.

Osservando poi il dipinto di Nicolè dal titolo “Ventola”, del 2012, si colgono forze centrifughe nella disposizione dei colori, un vortice che, se paragonato al pensiero, è come se inseguisse un modello fisico disordinato attraverso una dispersione che tende all’entropia. Invece no! La traiettoria dei colori viene corretta in ogni momento ed è soltanto condizionata dalla spinta verso il centro. Perché è proprio nel centro di noi stessi che si trovano le congiunzioni fra i nostri pensieri e i pensieri che arrivano dall’universo.

Nulla è illogico nel pensiero. Esistono aggregazioni infinite che influiscono sulla qualità del pensiero ed è in questo mondo delle infinite possibilità dove questo artista si muove per fornire al pensiero il proprio ordine, la propria storia di ripartenze continue, che dà al vortice la profondità nodale della psiche. L’intensità del pensiero diventa l’unica verità che autorizza il gesto pittorico, che benda i tanti occhi della ragione, fornendo alle pennellate spazi onirici, già teorizzate da Freud, nello spostamento e nelle condensazioni. Il fattore che accomuna i vari dipinti di Nicolè è un moto inconsulto e involontario del profondo. In ogni dipinto emerge l’inconscio con la sua energia, l’immaginario vola in tutte le direzioni, disseminato a tutte le altezze e le bassezze, che il pittore decide quando aggiunge materia su materia.

L’immaginario è un’energia mentale che non tocca solamente il livello corticale ma attraversa tutto il corpo dell’artista, inteso come contenitore di un campo energetico che genera catene di pensieri, che scatena emozioni come un magma luminoso dell’inconscio. La forma nei dipinti di Michele è data da percorsi, materia e sperimentazioni con oggetti che creano nuovi riflessi e nuove visioni. L’immaginario dunque sprigiona energia, che poi l’arte si incarica di condensare diversamente.  Guardando questi dipinti, si apprende una doppia strada che attraversa sia il simbolico sia l’onirico, usando i colori, per creare illusioni materiche.

In ragione di tutto questo sin qui argomentato, ritengo che osservare dal vivo i quadri di Michele Nicolè, sia un appuntamento da non perdere, un avvenimento capace di aggiungere emozioni a emozioni, non solo perché si tratta di un artista di straordinario talento nel  panorama artistico attuale, ma perché  si può avere osservando i suoi quadri, una più chiara lettura del suo percorso artistico in continua evoluzione. Pertanto vi invito alla Mostra personale di Michele Nicolè dal titolo “Contaminazione estetica fra arte e web”  nel Palazzo Eugenio Maestri/ Selvazzano Dentro/ Padova

La mostra va dal 29 settembre al 28 ottobre.

Il 28 ottobre alle ore 11,00 ci sarà uno Special Guest con la mia critica poetica e letture interpretate di poesie tratte dal libro “Fotogrammi di confine”, pubblicato con la Casa editrice Laura Capone Editore .

Vi aspettiamo numerosi!

VISITATORI

L’ora colorata,

Per questo siete venuti;

Per tutte queste anime giunte

Alla loro unica fine

Che inizia con un creare

Un sogno che non finisce

In se stesso.

 

Yuleisy Cruz Lezcano

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