INTERVISTA A VINICIO PRIZIA

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Quando e come nasce il tuo percorso artistico?

Ho cominciato a dipingere molto presto, grazie alla passione per la pittura che mi ha trasmesso mio padre, anche attraverso i suoi tubetti di colore, l’odore dell’olio di lino e della tela, i suoi libri d’arte che contemplavo, è un ricordo d’infanzia.

Nei primi anni mi sono rivolto verso lo studio e la verifica di molti periodi artistici del passato: dall’arte classica, al rinascimento, Michelangelo, Caravaggio, Tiepolo, agli impressionisti, dalle avanguardie storiche del 20° secolo; Picasso, l’espressionismo, all’astrazione, ecc.. fino alle investigazioni nel concettuale.

Successivamente quando ero ancora studente dell’accademia di belle arti, ho frequentato lo studio di Jean Pierre Velly.

Sia per rimparare l’arte del disegno (importante per il mestiere di artista) che le tecniche della pittura e quelle dell’ incisione calcografica e da cui ho appreso che le mode in arte sono effimere.

Dal 1984 ho iniziato a concepire a realizzare le prime opere che caratterizzano la mia attuale ricerca.

Quali artisti hanno influenzato maggiormente il tuo lavoro?

Tanti, nei diversi periodi che ho percorso, l’arte è una continua ricerca arricchita e influenzata dalle esperienze dei maestri venuti prima di noi.

Cosa cerchi in arte?
L’arte e un modo di essere.

E’ la testimonianza della nostra vita.

Nella mia indagine cerco il principio del (perché no?), Amo usare le metodologie antiche, con uno spirito contemporaneo.

Andare otre la pittura non significa inventare ma fare un’altra cosa , quando si interviene anche su in’immagine si fa pittura.

L’arte come la scienza, la psicologia, la fisica quantistica, sono nuove filosofie.

Una strada diversa non è quella che sta a chilometri di distanza, ma anche quella che si trova dietro l’angolo e dove non vai mai, e poi un giorno (perché no?).

Posso passare anni ad osservare un sasso e scoprire gli universi.

Ognuno ha i propri metodi di indagine e di riscontro io ho la mia vita e l’arte.

Dove ti ha portato a scavare dentro te stesso?

A realizzare quello che vedi nelle mie opere a destra o a sinistra, uomo o animale, su o giù, dietro, dentro o fuori, dove? laggiù, qui.

Il dubbio è il nostro vero motore, porta a vedere le cose in modo molto diverso, al di là della consuetudine.

La relatività annovera anche l’universo cerebrale.

 

 

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C’è una parte della tua ricerca di cui vorresti parlare in particolare?

La investigazione sulla percezione.

Scavare dentro se stessi è una via.

Ogni essere umano è qualcosa di unico ed irripetibile un micro-macrocosmo di esperienze.

Ciò serve per capire anche gli altri ed il mondo che ci circonda e in cui siamo immersi.

Nel caso dei volti con più facce, o i cavalli, si crea un effetto di instabilità, di movimento, che è il contrario del cinema , in quest’ultimo si muovono le foto, dando l’illusione (percezione) del movimento delle forme.

Nel mio caso nel quadro l’immagine sta ferma, ma è la mente che si muove, e non vedrai mai lo stesso modo l’opera come prima, ma cambierà sempre ogni volta che si osserva.

In cosa consiste la tua investigazione sulla percezione ?

Nell’osservazione dei parametri usati per comprendere le cose, su come siano impiegate delle convenzioni culturali che gli uomini usano per cercare di capire quello che ci circonda, e che condizionano la nostra psicologia.
La scrittura nelle sue varie forme, ha diverse direzioni di essere letta: da sinistra a destra per l’alfabeto romano al contrario per quello arabo, dall’alto in basso per gli ideogrammi cinesi.

Le rappresentazioni storiche delle innumerevoli chimere o esseri mitologici, nelle mostruosità gotiche, nelle anamorfosi e deformazioni, nei fumetti.

Entra comunque della (logicità) che invece io invece evito e stravolgo.

Anche nell’irrazionalità consueta, l’uomo ha bisogno di certezze convinzioni o perlomeno persuasioni che io invece muto, le trasformo, le nego, è come togliere la terra sotto i piedi, squilibrare, questo raggiunge un effetto che lascia chi osserva disorientato e la psiche gli consiglia di distaccarsene.

Oltrepassando tutto questo puoi riuscire a considerare tali meccanismi, libero dai preconcetti e riuscire a scorgere oltre, come salire su una montagna si vede più lontano.

 

Qual’è il tuo rapporto con il mercato?

Io non ho niente contro il mercato.

E’ un altra cosa rispetto alla ricerca pura, ma ti aiuta a vivere , ma ormai ne e rimasto poco e con pochi validi estimatori.

Cosa consiglieresti ad un artista che vorrebbe vivere d’arte?

Di non avvicinarsi a questo mondo pensando al successo o ai soldi, ma ad una disciplina, questa è una strada dura, più scopri e vai avanti e più rischi di essere incompreso, ma questa è via, poi quello che succede si vedrà.

Bisogna fare attenzione, in questo mondo difficile, oltre a tante persone appassionate, ne esistono alcune che sfruttano la passione e la buona fede degli artisti per approfittarsene e rubargli il lavoro e altro.

 

 

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sito: http://www.vinicioprizia.it/

pagina Facebook: https://www.facebook.com/Vinicio-Prizia-Arte-437426102988042/

Francesco Cogoni.

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