INTERVISTA A VANNI CUOGHI

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Quando e come nasce il tuo percorso artistico?

Il mio percorso artistico non ha un vero e proprio inizio perché disegno e dipingo da sempre.

Forse ho iniziato a considerarmi un artista nel momento in cui, un numero considerevole di persone, mi definiva tale.

Credo che sia attraverso lo sguardo degli altri che noi impariamo, poco alla volta, chi siamo.
Comunque ho iniziato a vivere di questo lavoro dal 2004, pur avendo alle spalle diverse mostre in gallerie e spazi pubblici, ma questo anno rappresenta la “svolta” con la mia prima collaborazione stabile con una galleria.

Quali artisti hanno influenzato maggiormente il tuo lavoro?

Fondamentalmente tutta la Storia dell’Arte!

Sono tanti gli artisti da cui ho imparato e che ho studiato a fondo.

Un artista è sempre il frutto dei talenti che l’hanno preceduto.

Cosa cerchi in arte?

In un’opera cerco l’incanto, lo Stupore e la Rivoluzione.

Ammiro tutti quegli artisti e quelle opere che non assomigliano a niente e a nessuno.
Io stesso, quando lavoro, cerco la sorpresa.

Il mio non è un lavoro programmatico, o meglio, parte come tale, ma sono pronto a cambiare direzione se il pensiero soffia in un’altra direzione.

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C’è una parte della tua ricerca di cui vorresti parlare in particolare?
Picasso affermava di “trovare” anziché “cercare”.

Per me è la stessa cosa, non ho mai cercato nulla se non le emozioni.

Ultimamente sto facendo dei lavori che sono dei piccoli diorami in carta. Mi diverte molto allestire questi teatrini abitati da damine mascherate che hanno tagliato la testa al loro spasimante, da cervi che si aggirano per stazioni della metropolitana o da meccanici rapiti dagli alieni.

Qual’è il tuo rapporto con il mercato?
Buono, quando vengono venduti i miei lavori.

Cattivo, quando non mi vengono pagati, ma fortunatamente non mi succede quasi mai.

Cosa consiglieresti ad un artista che vorrebbe vivere d’arte?

Il mio consiglio è quello di studiare e frequentare il mondo dell’Arte per rafforzare il proprio lavoro.

Alcuni reputano che si sia reso necessario, ormai, un trasferimento all’estero.

Forse hanno ragione, ma non voglio crederci.

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sito : www.vannicuoghi.com

Francesco Cogoni.

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