Intervista a Valter Maritano

Quando e come nasce il tuo percorso artistico?

Non sono, come si dice, un enfant prodige.

Sono appassionato di fotografia fin da giovane, ma al disegno e poi alla pittura mi sono accostato verso i trent’anni, in coincidenza con un durissimo periodo di crisi.

Mi iscrissi al Liceo Artistico serale, dove ho trovato insegnanti molto motivati che mi hanno trasmesso l’entusiasmo che ancora oggi mi accompagna quando mi avventuro nelle mie “scorribande”.

Da allora ho cominciato a perfezionare anche l’uso della fotografia e ad accostarlo alla pittura, giungendo a usare le foto anche nel vero senso della parola: inserendole nei quadri.

Quali persone, artisti e episodi hanno influenzato maggiormente il tuo lavoro?

Fra gli insegnanti del Liceo serale amo ricordare Ugo Spolverato, grande illustratore e autore di famosi spot pubblicitari negli anni Settanta/Ottanta, e Dino Arnese, lui sì vero enfant prodige della pittura torinese, che è stato mio insegnante di figura disegnata. Una sera, fumando una sigaretta, mi disse:

“Devi imparare tutto quello che puoi per poi dimenticarti di tutto e andare per la tua strada”.

Un episodio determinante fu la visione di un quadro di Carlo Levi alla GAM di Torino, I due fratelli del ciclo di “Cristo si è fermato ad Eboli”.

Davanti a quel quadro, capii cosa volevo dalla vita: superare la crisi, volare insieme a mia moglie, crescere coi miei figli e dipingere.

Cosa cerchi attraverso l’arte?

Cerco equilibrio, cerco sensazioni di benessere fisico.

Quando finisco un quadro provo una sensazione di privazione, ma allo stesso tempo l’entusiasmo di poter cominciare un altro lavoro.

Cerco gratificazione attraverso il consenso del pubblico, anche se quasi sempre i lavori che amo di più sono i meno apprezzati, e questo non mi dispiace perché serve a far acquisire auto-coscienza.

Quando dipingo non mi lascio condizionare da un concetto “condivisibile” di bello.

Affronto l’opera con un approccio intimistico, cerco un messaggio che mi lasci qualcosa, che mi aiuti a crescere umanamente e socialmente.

Uso la pittura non come una professione ripetitiva, ma come un mezzo per raggiungere esperienze formative ogni volta diverse.

C’è una parte della tua ricerca di cui vorresti parlare in particolare?

Ho provato a sperimentare molte volte una pittura che contenga la fotografia e una fotografia che si estenda in pittura: mi piacerebbe ottenere la sintesi ottimale fra le due arti.

A volte, mentre dipingo, mi capita di pensare di aver concluso il quadro perché contiene il numero sufficiente di segnali per essere riconosciuto: sarebbe quello il momento di fermarsi, in quanto l’opera contiene già l’espressione dell’idea e la passione del pittore.

Tuttavia, solo raramente trovo il coraggio di fermarmi e allora continuo fin verso una fine più “classica” perché temo chissà quali ripercussioni.

Mi rendo conto che si tratta di ripercussioni “interiori”, auto-inflitte, provocate da vacui cliché che non hanno ragion d’essere.

Mi definirò un “artista” quando il coraggio di non farmi condizionare da nessuna regola stereotipata avrà il sopravvento.

Qual è il tuo rapporto con il mercato?

Perché? I quadri si vendono?

Cosa consiglieresti ad un artista che vorrebbe vivere d’arte?

Di non abbandonare mai le sue idee e i suoi sogni per corrispondere a logiche di mercato, di provare a vivere d’arte proponendo la PROPRIA arte e non quella che altri vorrebbero lui proponesse per lucro.

So bene che esiste il mercato dell’arte, ma entrare a farne parte spesso significa, quanto meno, continuare a proporre percorsi conosciuti e, a volte, per continuare su strade battute, si rischia di smettere di cercare il proprio cammino.

Amministro con altri amici alcune pagine su Facebook:

Italian Museum of Contemporary Art

International Photographic

E il gruppo Italian Art Gallery sempre con Ida Ambrosio e William Frediani

Questo è il link per la mia sala dell’Italian Museum of contemporary Art: https://www.facebook.com/media/set/?set=a.1455406594678755.1073741846.1434473656772049&type=3

Profilo: https://www.facebook.com/valter.maritano

Francesco Cogoni.