Intervista a Valeria la Torre

Quando e come nasce il tuo percorso artistico?

Il mio percorso artistico nasce sin da bambina, quando cominciai ad usare colori, pastelli, pennarelli e tutto ciò che trovavo intorno a me lo usavo per creare forme e campiture di colore, è stato lì che ho sentito l’arte vicino a me, è stata una bella sensazione da non riuscire più a farne a meno, così pian piano capii la necessità di approfondire l’argomento attraverso lo studio e la pratica perché sentivo l’esigenza di comunicare qualcosa attraverso l’immagine, trasmettere emozione, sensazione, e comunicazione visiva.

Quali persone, artisti ed episodi hanno influenzato maggiormente il tuo operare?

Oltre ai grandi pittori classici accademici hanno influenzato il mio operare alcuni artisti come Franz Kline, Pollock, Vedova, Gigger, Escher, Yayoi Kusama, ma l’esperienza più diretta e interessante sono stati i miei viaggi attraverso città, culture e arte, che mi hanno arricchito molto da non escludere anche le mie origini siciliane.

Cosa cerchi attraverso la forma d’arte che utilizzi?

L’arte è l’espressione estetica dell’interiorità umana, per cui con la mia forma d’arte cerco di emozionare, comunicare stati d’animo nascosti, esprimere sensazioni, l’illusione di spazi naturalistici, indefiniti e infiniti, la pittura inoltre è studio di luce ed ombra come rappresentato nelle mie opere che non a caso si chiamano “Codici”, un termine che include più significati e uno studio sulla percezione e psicologia visiva.

C’è una parte nella tua ricerca artistica di cui vorresti parlare in particolare?

La mia ricerca artistica e il mio percorso è vario e molto articolato, ci sarebbe da parlarne per giorni, ma la cosa interessante delle mie opere “Codici” (essendo che partono da una ricerca psicologica e visiva dell’arte), è mettere a confronto più persone e stati d’animo e vedere la reazione di ogni individuo nell’osservare l’immagine rappresentata, verrà fuori che ognuno a seconda della propria esperienza vede un’immagine differente rispetto all’altro.

Qual è il tuo rapporto con il mercato?

E’ difficile descriverlo in poche parole, perché commercializzare l’arte in questo periodo storico non è una cosa semplice, ma nello stesso tempo per fortuna ci sono compratori appassionati d’arte che permettono la divulgazione di essa e degli artisti.

Cosa consiglieresti ad un artista che vorrebbe vivere d’arte?

Domanda molto dura e difficile, di solito i giovani che mi chiedono consigli dico loro che senza arte un popolo non potrebbe vivere “L’arte rinnova i popoli e ne rivela la vita”, è importantissima ma nel periodo politico-storico in cui viviamo purtroppo è difficile vivere solo di arte, ma essendo che la troviamo intorno a noi sotto ogni forma e sviluppo, trovando il giusto compromesso si possono trovare nuove alternative e soluzioni interessanti anche nel campo lavorativo.

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Francesco Cogoni.

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