Intervista a Stefania Rosatelli

Quando e come nasce il tuo percorso artistico?

Sono nata in provincia di Roma nel 1982.

Sin da piccola ho sempre respirato arte, erano nella mia quotidianità l’odore della trementina, le tele, i pennelli i colori… mia madre ha sempre dipinto come autodidatta, quindi in casa era normale disegnare, ed era solita chiedere il nostro parere del dipinto che stava svolgendo, questo mi ha aiutato a sviluppare un’attenzione per i particolari e colori.

Nell’adolescenza disegnavo sempre ritratti e mani semplicemente a grafite… nonostante tutto ciò non intrapresi studi artistici perché credevo di non essere neanche tanto portata… solo
nel 2008 la pittura a olio è entrata prepotente nella mia vita per pura esigenza della mia mente,

come medicina per il cuore, fino ad oggi è il mio rifugio da tutto, una porta su un mondo
fantastico.

Quali persone, artisti ed episodi hanno influenzato maggiormente il tuo percorso?

Come dicevo prima la figura di mia madre è stata la prima a influenzare il mio percorso, mi ha
trasmesso l’amore per la bellezza femminile, per la natura, tutto ciò che lei amava (e ama)
dipingere in qualche modo ha influenzato il mio modo di fare arte.

Un’altra figura importante che ha segnato un cambiamento nel mio percorso è stato l’incontro nel 2012 con il maestro spagnolo iperrealista Rubén Belloso Adorna, mi ha avvicinato alla tecnica del pastello, poco conosciuta e apprezzata in Italia, e mi ha avvicinato a una tecnica più realista, a una cura maggiore dei dettagli, il suo grande talento sicuramente è stata fonte d’ispirazione e mi ha dato volontà di migliorare.

Cosa cerchi attraverso la forma d’arte che utilizzi?

Cerco bellezza, armonia, calore, sentimento… un racconto un po’ onirico… si, mi piace pensare
che i miei dipinti siano tra il sogno e la realtà.


C’è una parte nella tua ricerca artistica di cui vorresti parlare?

Si, molti vedendo il mio avvicinamento al realismo pensano che io aspiri all’iperrealismo, invece il
mio sogno è di abbinare un buon realismo a elementi surreali, fantastici e simbolici… sarà un
percorso lungo, nel quale ho già visto svariati dipinti sia astratti che surreali, messi un po da
parte appunto per migliorare tecnicamente, visto che non ho studi alle spalle, il mio percorso è un
po’ in salita.

Quale è il tuo rapporto con il mercato?

Sono la persona sbagliata a cui chiedere!

Sono fuori da certe dinamiche per ora, non esercitando in modo del tutto professionista, ma solo con una grande passione.

Cosa consiglieresti ad un artista che vorrebbe vivere d’arte?

L’unica cosa che mi sento di consigliare, a chi si avvicina in questo ambiente è di stare attenti a
certe mostre o iniziative davvero molto costose, che sfruttano, anche con lusinghe, gli artisti
desiderosi di sfondare… state attenti, si rischia davvero di spendere molto e trovarsi con un
pugno di mosche.

 

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Francesco Cogoni.

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