INTERVISTA A SIMONE PRUDENTE

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Quando e come nasce il tuo percorso artistico?

Inizialmente mi sono avvicinato all’arte da autodidatta.

Posso dire di aver sempre dipinto, fin da giovanissimo ed ho sempre sperimentato e ricercato strade nuove poiché difficilmente mi accontento dei risultati ottenuti.

Sicuramente la svolta me l’ ha data la vincita del premio ” arte” di Cairo Editore nel 2014 e la vincita del premio ” Biffi”che mi ha permesso di andare ad approfondire i miei studi alla Central Saint Martins School di Londra.

Quali persone, artisti ed episodi hanno influenzato maggiormente il tuo lavoro?

Per quanto riguarda le mie influenze giovanili, ho sempre nutrito un particolare interesse per i maestri della pittura italiana del ‘900, tra i quali anche Giuseppe Biasi; successivamente, la mia ricerca ha portato ad appassionarmi ai linguaggi dell’ arte minimalista americana o dell’ arte povera.

Oggi sono in continuo confronto e dialogo con molti artisti emergenti italiani (ad esempio Orodè Deoro, Gianfranco Basso, Gianluca Muscas e molti altri), con i quali ho stretto forti legami di amicizia.

Cosa cerchi attraverso l’arte?

Nell’arte cerco sicuramente passione, cerco fascino, l’andare al di là della tela pur rimanendo legato alla tradizione pittorica che è alla base del successo del nostro enorme patrimonio artistico italiano.

Un quadro non è solo un immagine ma deve narrare una storia, deve affascinare, deve inchiodarti lì a guardarlo cercando di capire i pensieri del suo autore ed il messaggio che esso vuole comunicare a chi lo osserva.

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C’è una parte della tua ricerca di cui vorresti parlare in particolare?

Si, sicuramente vorrei concentrarmi su un elemento primario delle mie opere: l’ ironia.

Nel tempo ho capito che l’ ironia non è solo necessaria ma fondamentale nell’arte.

In una società come la nostra in cui tutti ci prendiamo troppo sul serio, l’ironia è un ottimo filtro per analizzare la realtà.

Attraverso i miei quadri, racconto storie, analizzo situazioni e faccio polemiche; cerco di cogliere quell’attimo che solitamente sfugge agli osservatori distratti.

I miei sfondi sono minimali, monocromi.

I rapporti tra figura e spazio sono irreali, asimmetrici; l’unico volume è quello dei personaggi o degli oggetti rappresentati che focalizzano l’ attenzione in modo da far comprendere all’osservatore quello che desidero comunicare.

Il titolo invece (sempre presente in basso, a sinistra delle tele) è la chiave di lettura attraverso la quale dipanare il senso del quadro.

Qual è il tuo rapporto con il mercato?

Fortunatamente, ho sempre avuto la benevolenza di un certo pubblico che mi ha supportato ed acquistato.

Inutile dire che il mercato dell’ arte italiana, per un pittore emergente è tuttavia difficile poiché è un settore che gioca ” in difesa” ed è diffidente rispetto alle nuove proposte.

Su questo problema ho realizzato da poco una tela dove ironizzo riguardo questa titubanza.

Il titolo dell’ opera è “Take a smile!” ed è interamente realizzata su una base di banconote da 5 euro.

Un modo estremo per tranquillizzare i collezionisti e dare almeno un valore di base all’opera, garantito e certificato!

Cosa consiglieresti ad un artista che vorrebbe vivere d’arte?

Come dicevo precedentemente, quello dell’ arte è un mondo difficile ma con un’energia impressionante.

A chi vorrebbe vivere d’arte consiglio innanzitutto di non smettere mai di fare ricerca, di confrontarsi sempre con i suoi colleghi e di creare sinergie, poiché l’unione fa la forza.

Consiglio anche di non “accontentarsi” ma di mettersi sempre in gioco con concorsi riconosciuti ed autorevoli e, cosa più importante, di cercare nuovi canali per far arrivare la propria arte al pubblico.

Missione difficile ma non impossibile.

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contatti:
www.simoneprudente.it
www.galleriaillepre.com

Francesco Cogoni.