INTERVISTA A ROSSANA CORTI

Intervista alla pittrice Rossana Corti.

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Le tue immagini sono molto suggestive, lontane dalla realtà che mi capita di vedere ogni giorno, che indicazioni daresti a chi vuole avvicinarsi al tuo metamondo ?

Intanto gli chiederei cosa ci vede, d’istinto.

Ascolterei la risposta, perché lo sguardo degli altri è uno specchio strano che spesso porta perfino rivelazioni… perché è difficile estraniarsi da ciò che fai, guardarlo “a distanza”.

Mhm… comunque per me tutto è materia che può far nascere suggestioni, anche se le parole scritte o quelle pronunciate possono “risuonarmi dentro” come un qualcosa che vedo all’improvviso, magari che guardo come se non l’avessi mai davvero guardato.
inoltre tengo molto a quelle parole non scritte né pronunciate ma espresse dai corpi/dal linguaggio paraverbale

Perciò è molto importante che comunichino allo spettatore, personalmente sembrano raccontare una storia, se non mi sbaglio, che storia raccontano ?

Sì, è sempre importante che “comunichino”, è certamente una speranza più che una certezza, perché su ciò che gli altri percepiscono non è possibile esercitare un controllo…

Nessuno guarda le cose “così come sono”, perché è sempre “ciò che siamo” ( anche in termine di diottrie, perché l’occhio – non solo se affetto da daltonismo- trasmette l’immagine da decodificare e qualificare al cervello ) a guidarci nella scelta o nel rifiuto della forma. Le mie opere non è detto che comunichino a tutti, né tantomeno che si tratti delle stesse sensazioni/ emozioni.

Comunque, ciò che volevo raccontare, attiene alla cimatica, ovvero al fatto che niente è scollegato dal tutto, e ogni oggetto “inanimato” ( l’acqua, una roccia ) e essere vivente ( umana, animale, vegetale…) è davvero inanimato…

Tutto vive e percepisce, fatto di particelle di suono congelato, che mutano a seconda delle offese o dell’amore di cui vengono fatte oggetto/ con cui entrano in contatto, e trasmettono e influenzano, plasmandolo, ciò che può essere definito come topocosmo…

Noi, ciascuno di noi, ha la possibilità di cambiare una parte di mondo/ di realtà, e non solo per se stesso.

Perché niente è entità sconnessa dal tutto.

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Quanto del tuo vissuto è raccontato per immagini e quanto invece influisce l’immaginazione e la fantasia ?

Io racconto sempre, qualunque media espressivo scelga ( scrittura, disegno, pittura… ), il mio vissuto, ciò in cui credo.

E non mi libero da nessuna “scoria” interiore attraverso le opere, ma fisso dei frammenti di emozione e di racconto.

Non faccio le cose per “liberarmi”, non è certo in quei termini che concepisco l’arte come veicolo di cura spirituale.
E sull’influenza, sul tipo di linguaggio…

Non sono la prima al mondo a dirlo ( Tolkien, il Saint Éxupèry del Piccolo Principe e l’Hikmet che introduce al Nuvolo Innamorato e altre storie, lo hanno spiegato in modo molto più suggestivo ) ma la fiaba ha un linguaggio potentissimo, perché si avvale di strutture iconiche archetipiche.

E io mi nutro, normalmente di fiabe, NON considerandole in alcun modo adatte solo ai bambini, né l’amarle sintomo di immaturità.

Rinunciare alla meraviglia e dare valore ai soli fatti seri come l’accumulo di soldi come fine “alto”, è uno dei motivi certi per cui il mondo è sconvolto dalla rabbia e dall’orrore.

Hai mai pensato di produrre un libro illustrato ?
per questa domanda basta un laconico “sì”

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sito web: http://rossana-corti.weebly.com.

pagina facebook: https://www.facebook.com/Storie-della-Soglia-1722603814642156/?fref=ts

Francesco Cogoni.

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