INTERVISTA A ORNELLA DE ROSA

Quando e come nasce il tuo percorso artistico?

Nasco figlia d’artista, cosicché l’ arte è stata la mia seconda madre, e si sa, le emozioni di famiglia sono quelle che permeano la vita di una persona.

Fin da piccolissima appresi i primi insegnamenti del disegno e del colore; mi appassionai da subito e iniziai passando ore con pastelli, gessetti, matite e sanguigne.

Quali persone, artisti ed episodi hanno influenzato maggiormente il tuo lavoro?

Sul finire dell’anno scolastico di IV Elementare ricevetti in dono dalla mia insegnante (maestra Dell’Aglio) il libro cuore di De Amicis con una dedica che recitava: “ NON DIMENTICARE MAI NELLA VITA IL TUO INTUITO ARTISTICO”… dedica che ancora oggi, a distanza di tanti anni, ho ben presente, ed ha segnato per me un percorso ideale a cui tendere.

Dopo la maturità tecnica, con la illuminata guida del prof. Schinetti e un programma di studi triennale, frequentai l’Accademia delle Arti Wins di Brescia, per meglio apprendere e approfondire le svariate discipline artistiche.

Successivamente frequentai la scuola di restauro ligneo presso l’istituto Arti e Mestieri di Botticino BS , poi alla Fondazione Civiltà Bresciana il corso per responsabili degli archivi storici per la conservazione dei documenti e, di seguito, diversi corsi liberi per pittura su vetro, acquerello, modellato di creta ed incisione.

Cosa cerchi attraverso l’arte?

Io ritengo di essere innamorata d’arte; la pittura mi è entrata nell’animo fin da subito e, nonostante la vita, per vicissitudini varie, abbia tentato più volte di allontanarmi da essa, il cuore mi ha sempre ricondotta nel luogo giusto: QUELLO DEI SEGNI, DELLE FORME E DEL COLORE.

L’arte per me è Urgenza, Necessità ed Emozione da esprimere.

C’è una parte della tua ricerca di cui vorresti parlare in particolare?

In larga misura affronto la mia ricerca attraverso la diretta interpretazione dell’universo femminile, come se tramite esso lo sguardo potesse essere più profondo e le emozioni più vere.

La mia arte vuole essere un racconto, una descrizione di emozioni…

Emozioni dipinte su tela tramite scelte stilistiche e formali che tendono ad una pittura iperrealista.

Azioni ed emozioni sono il leitmotiv dell’intera mia ricerca pittorica; attraverso l’uso di tagli fotografici e cromie a valorizzare luci, volumi e forme per trasformarsi in cromatici messaggi emotivi.

Qual’è il tuo rapporto con il mercato?

Il mercato dell’arte… oggetto del desiderio… e allo stesso tempo difficoltà e a volte sconforto!

Io ho scelto i canali tradizionali per la valorizzazione e visione delle mie opere, quelli delle gallerie e degli expo, anche se la scelta dei curatori e delle gallerie è impegnativa sotto molti aspetti… non ultimo quello economico: le iscrizioni sono pesanti, a volte inaccettabili e purtroppo capita che la visibilità maggiore la ottenga chi può permettersi di pagare cifre elevate, anche se l’arte prodotta non sempre è all’altezza del contesto.

Cosa consiglieresti ad un artista che vorrebbe vivere d’arte?

Cosa consiglierei ad un artista che vorrebbe vivere d’arte…

Quello che ho consigliato a me stessa nell’attimo in cui mi sono licenziata da “un posto fisso” presso una pubblica amministrazione, per intraprendere “per intero” la professione d’artista…

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Francesco Cogoni.

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