Intervista a Nicola Cioglia

Quando e come nasce il tuo percorso artistico?

Quando avevo 5 o 6 anni e cercavo di inventarmi nuovi personaggi per Dragon Ball.

Seriamente, quando ho perso per la seconda volta un anno al liceo, ho deciso di dedicarmi solo ed esclusivamente alla pittura e allo studio della storia dell’arte, circa un anno fa.

Quali persone, artisti ed episodi hanno influenzato maggiormente il tuo percorso?

Artisti davvero tanti, Salvador Dalì, la Die Brucke, il gruppo CO.BR.A, Basquait, la transavanguardia italiana e tanti altri ancora mi influenzano continuamente.

Menzione d’onore ad Antonio Mallus, mio professore, grande astrattista e dispersore di sapienza, è grazie ai suoi consigli che son cresciuto come artista e come persona.

Cosa cerchi attraverso la forma d’arte che utilizzi?

Me stesso e Dio.

C’è una parte nella tua ricerca artistica di cui vorresti parlare in particolare?

Meglio di no, finirei per sembrare egocentrico e noioso, sempre che non lo sono già stato.

Qual è il tuo rapporto con il mercato?

Per ora nessuno, non ho mai capito nulla dei soldi e per questo spero di riuscire ad ottenerli, per studiarli.

Cosa consiglieresti ad un artista che vorrebbe vivere d’arte?

Gli consiglierei di dedicare tutto il suo tempo solo ed esclusivamente a produrre e studiare la storia dell’arte.

Poi sicuramente viaggiare, vedere le mostre di ogni tipo in ogni luogo, entrare nelle gallerie e vivere l’arte, leggere tanti romanzi, ascoltare tanta musica e vedersi tanti film e spettacoli teatrali.

Insomma, non sprecare un minuto della vita a non far nulla, tenere sempre la mente impegnata in ambiti culturali, il tempo è prezioso.

Pagina facebook: https://www.facebook.com/CiogliaAcaro/

Francesco Cogoni.

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