INTERVISTA A NICOLA AGUS

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foto di Renato d’Ascanio Ticca 

Quando e come nasce il tuo percorso artistico-musicale?

Il mio percorso artistico non è mai nato, io ho sempre pensato a studiare e suonare senza pensare cosa sarebbe diventato poi il mio cammino.

I riflettori dei media fanno certo piacere, perché osservano un mio modo di pensare, perché si tratta di un pensiero …

La musica la si può studiare, ma il mio pensare e avere degli obbiettivi sono forse la chiave per aprire delle sbarre che spesso trovo lungo il mio cammino.

La strada che voglio percorrere non esiste, non è stata mai tracciata e ne mai pensata, sto incominciando a crearla, ma ho sempre voluto questo senza pensare di farmi conoscere, il mio obbiettivo è sempre stato lo studio ed il creare.

Oggi non so se è giusto dire quando inizia il mio percorso musicale, diciamo sta nascendo ora…

Quali musicisti hanno influenzato maggiormente il tuo lavoro?

Non sono mai stato influenzato da nessuno, in quanto anche il mio percorso è diverso dal mondo musicale che si vive oggi.

Posso dire che sono sempre stato affascinato da Ennio Morricone e dal creare colonne sonore, quello si, ma influenzato no…

Cosa cerchi dalla musica?

Sai… nel momento che pensi di cercare ti stai impedendo di sapere, prima di cercare bisogna sapere cosa cercare e prepararsi sul cosa cercare.

Nella musica non cerco nulla, la musica ha già tutto ciò che può servire, sono io che devo abbracciarla e studiarla, capirla ecc…

E poi se c’è uno spazio e se quel che faccio può esser preso in considerazione, allora cerco di occuparlo e lasciare un segno.

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foto di Cristina Moriconi

C’è una parte della tua ricerca di cui vorresti parlare in particolare?

La ricerca nasce nel momento in cui tu hai già pensieri e modi di vivere diversi e sei aperto alla curiosità.

Tutto nasce dalla curiosità del sapere, quando qui in sardegna mancano tante cose, allora la curiosità ti porta a scoprire e capire sulle launeddas, tanti fanno i cultori ma in realtà non ne sanno nulla, nessuno, poiché è lungo il discorso, non basta fare un ballo sardo o una processione, non è quello esser cultori.

Fuori da qui trovi spesso risposte alle domande e capisci che qui bisogna riscrivere tutto, perché è pieno di contraddizioni e tutti pensano a portare acqua al proprio mulino, anche se, come vedi, acqua non c’è ne più.

Qual’è il tuo rapporto con le case discografiche? che possibilità ci sono di emergere?

Per ora case discografiche nessuna, avevo tentato prima con una casa discografica sarda Zente Noa di Sassari ma il mio modo di pensare era diverso dal loro… è una casa che vive diciamo di pseudo folk, io non sono il folk, non centro nulla col folk e metto proprio le distanze tra me e il folk.

Quindi per ora nessuna casa discografica, e non so se mai qualcuna si possa interessare a me, se un giorno ciò dovesse accadere allora penso che lo verrete a sapere.

Alle possibilità di emergere non ci penso, già il fatto che suono, che sono vivo e continuo i miei studi è già una buona cosa, se è un emergere come meteora è preferibile non emergere.

Cosa consiglieresti ad un musicista che vorrebbe vivere di musica?

Ad un musicista si può consigliare solo lo studio, capire cosa c’è nel mondo prima di dire sono l’unico e cose simili.

Ciò che mi suggerisco ogni giorno guardandomi allo specchio è tanta umiltà, il concepire la musica come mezzo per il successo è solo un apparire, bisogna vedere la sostanza e credere in ciò che si fa.

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Foto di Maristella Angius

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Francesco Cogoni.

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