Intervista a Monica Pezzali

Quando e come nasce il tuo percorso artistico?

Il mio percorso artistico, se così si può definire è iniziato due anni fa; ho 22 anni e fino a pochi anni fa ho sempre disegnato a matita e sperimentato un po’ gli acrilici…

Niente di interessante e sinceramente era solo un passatempo.

Due anni fa, un po’ per caso, ho visto sul web uno di quei taglieri che vendono in montagna, con i nomi delle malghe o dei rifugi incisi sopra… con una breve ricerca ho scoperto la pirografia, tecnica del tutto nuova, che non avevo mai sentito.

Nel corso del tempo ho visto che è ancora poco conosciuta e le mie prime ricerche per trovare un insegnante sono fallite.

Così ho comprato un saldatore in ferramenta ed ho iniziato a bruciacchiare un pezzetto di legno destinato al camino…

da li ha avuto inizio tutto.

Mi ha da subito appassionato moltissimo, ho iniziato a ritagliarmi qualche ora al giorno per poter pirografare, sperimentare legni nuovi e nuovi effetti.

Dopo un anno mi è stato fatto un bellissimo regalo, un pirografo professionale!

I disegni piano piano apparivano sempre più precisi e ammetto che con il nuovo strumento sono migliorati molto.

Quali persone, artisti ed episodi hanno influenzato maggiormente il tuo lavoro?

Non ho basi teoriche né pratiche di disegno, ho imparato quel che so piano piano da sola, sperimentando e guardando i lavori di quelli che sono i “Maestri” della pirografia, prima fra tutti (per me) Julie Bender.

Cosa cerchi attraverso l’arte?

Sentire l’odore del legno che brucia, la resina sulle mani, vedere in ogni pezzo un personaggio, un volto o un animaletto al suo interno, ritagliarmi qualche ora dalla solita routine quotidiana per stare un po’ a contatto con la natura in pace ad ascoltare i suoi rumori, non ci sono messaggi particolari dietro i miei quadri, solo la pace che mi fanno provare mentre pirografo.

C’è una parte della tua ricerca di cui vorresti parlare in particolare?

Cerco di avvicinarmi al realismo (devo farne ancora parecchia di strada) e se una persona o un animale mi piace, semplicemente lo pirografo, poi ogni sguardo porta con se una storia…

ma questa interpretazione sta a chi guarda, non a me.

Qual è il tuo rapporto con il mercato?

Il mio rapporto con il mercato?

Nessuno.

Ho appena iniziato a fare mercatini per creativi/artisti ma non vivo (purtroppo) d’arte.

Cosa consiglieresti ad un artista che vorrebbe vivere d’arte?

Per quanto riguarda questa domanda, io per prima chiedo consigli e dritte per vivere di questo, dato che per ora il “vivere d’arte” è solo un sogno, ed ammetto che mi sembra irraggiungibile.

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Francesco Cogoni.

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