Intervista a Michele Vene

 

Quando e come nasce il tuo percorso artistico? 

Mi scopro quasi per caso di essere attratto dalla pittura e dalla poesia in giovanissima età e a 15-16 anni mi propongo alla critica e al pubblico esponendo in una serie di collettive e successivamente con delle personali riscuotendo lusinghieri consensi.

Quali persone, artisti ed episodi hanno influenzato maggiormente il tuo lavoro?

Amo definirmi “allievo e maestro di me stesso” e autodidatta per vocazione ed istintivo per natura.pur studiando pittori impressionisti e macchiaioli, ho sempre cercato di dare alla mia arte una impronta personale.

Cosa cerchi attraverso l’arte?

Considero la poesia “voce dell’anima e la pittura la sua LUCE”, per cui nell’Arte cerco di dare “LUCE” alle mie emozioni d’animo nel commuovermi di fronte alle bellezze del creato e dei suoi elementi e poterli trasmettere, questi miei stati d’animo al fruitore .

C’è una parte della tua ricerca di cui vorresti parlare in particolare?

Utilizzo tutte le tecniche pittoriche conosciute con spiccata predilezione per l’acquerello che considero la più difficile e la più povera riferito ai mezzi tecnici utilizzabili.

Qual’è il tuo rapporto con il mercato?

L’arte per me è fine a se stessa ma non disdegno un equo compenso nel “vendere” una mia opera.

Ho fatto molte donazioni ad ENTI PUBBLICI.

Cosa consiglieresti ad un artista che vorrebbe vivere d’arte?

Ai giovani che vorrebbero vivere di arte consiglierei di imparare a memoria ed osservare come regola questa mia frase:

Non incominciare a dipingere se non sei certo di poter migliorare il bianco della tela e se lo hai fatto e non sei rimasto soddisfatto…

NON DEMORDERE… un pizzico di insoddisfazione sarà sprono a migliorarti”.

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Francesco Cogoni.