Intervista a Michele Nicolè

Come e quando nasce il tuo percorso artistico?

La mia voglia di esprimere l’ho avuta fin da bambino.

Vedevo il mondo in maniera esplorativa e mi rendevo conto di quanto era affascinante e nello stesso tempo crudele.

A dieci anni morì mia nonna paterna, con la quale ero molto legato.

Non avevo mai provato tanto dolore fino allora e, subito, iniziai a disegnare un grande albero, con infiniti rami.

Questo mi sollevava dalla sofferenza, che non immaginavo fosse così grande.

Da allora cominciai a disegnare per incanalare i miei sentimenti, che con le parole non riuscivo ad esprimere.

Quali artisti hanno influenzato maggiormente il tuo lavoro ?

Gli artisti che mi piacciono sono molti.

Da ragazzo ammiravo la perfezione di Raffaello, il genio di Leonardo, la magia di Michelangelo e, infine, la drammaticità di Michelangelo Merisi.

Essendo nato a Padova rimasi incantato dalla Cappella degli Scrovegni, dipinta da Giotto, e dalla sua vasta cromia, il grande equilibrio delle figure negli spazi prospettici.

Più in là negli anni mi innamorai dei surrealisti e, in particolare, di Henri Rousseau. Con l’aumentare delle mie conoscenze entrai nel bel mezzo dell’arte del Novecento, con tutte le sue avanguardie: cubismo, futurismo, dadaismo e surrealismo di Henri Matisse.

Entrai all’Accademia delle Belle Arti di Venezia, nei primi anni settanta, dove tumultuava il maestro Emilio Vedova, con la sua arte gestuale, e assorbii artisticamente i fermenti di quel periodo post sessantotto, pieno di grandi attriti nella società, ma fervido di nuovi ideali.

Intanto il consumismo si faceva avanti e giunsi ad innamorarmi della magica pazzia, cromatico gestuale, di Paul Jackson Pollock e la conseguente Pop Art di Andy Warhol, che ho conosciuto personalmente in una sua mostra al Palazzo dei Diamanti a Ferrara.

Cosa cerchi in arte ?

L’arte è ricerca e mi permette di essere libero di esprimere la mia fantasia.

Cosa sarebbe l’umanità se non potesse esprimere la propria arte?

Il mondo è straordinario, affinché si modifica e si costruisce con arte in tutte le sue diramazioni ed espressioni possibili.

Tutto quello che può pensare l’artista è possibile e realizzabile.

La mia missione è quella contribuire, con la mia arte, alla visione e realizzazione di un mondo migliore.

C’è una parte della tua ricerca di cui vorresti parlare in particolare ?

L’abbinamento tra musica e colore mi interessa in particolare: i suoni e le tonalità delle note musicali, abbinate alle note cromatiche dei colori.

Su questo argomento ho scritto un libro, che s’intitola: “Pensarte, la Musica dei Colori”.

All’interno accenno a quali sono le similitudini che possono fondere le due espressioni artistiche, intrecciando molteplici linguaggi, che producono dei risultati estremamente interessanti.

Qual è il tuo rapporto con il mercato ?

Non guardo molto il mercato; se lo avessi fatto ancora tanto tempo fa, quando un rivenditore mi chiedeva di dipingere 400 quadri all’anno, a quest’ora sarei ricco.

Ma non si può evitare di tenerne conto.

Se non si vende non si può produrre, a meno che la situazione personale sia in grado di mantenere viva una forma di passione comunque onerosa.

Ecco perché sono molto attento al web, ai social e alle opportunità che i nuovi canali mediatici ti possono dare, aumentando la visibilità e, quindi, le opportunità di vendita.

Nella mia mostra, “Contaminazione tra Arte e Web”, il 19 Ottobre presso il Palazzo Eugenio Maestri di Selvazzano Dentro, affronteremo questo argomento all’interno di un workshop dedicato, dalle ore 15,30 alle 18,00, grazie alla nostra social media specialist Stefania Pizzocaro.

Cosa consiglieresti ad un artista che vorrebbe vivere d’arte ?

Di cercare espressioni artistiche utilizzando nuovi materiali.

La tecnologia ci offre molti spunti per poter reinterpretare il mondo che cambia: abbinare o, meglio, integrare le opere artistiche nell’arredamento e nella architettura, osare nella ricerca senza darsi dei limiti, pensando di meravigliare il fruitore, realizzando qualcosa di veramente emozionante.

Lavorare da solo o in una equipe su progetti che integrano l’arte nella natura in maniera armonica, poetica, magica.

Resta comunque evidente che il mercato richiede la creazione di numerosi cloni di un’opera e, di questo, ne beneficia di solito più il rivenditore che l’artista.

Le leggi del commercio vogliono i numeri, per far crescere il proprio business, e, quindi, se l’artista trova il filone giusto, anche se io non amo questo tipo di vendita, deve produrre tante copie di un’opera, che piace alla massa.

Attraverso il commercio elettronico si può creare un legame diretto con l’artista, senza intermediazioni.

Già molti artisti percorrono oggi questa strada, riscuotendo interessanti profitti.

Si terrà al Palazzo Eugenio Maestri di Serlvazzano Dentro / Padova la prossima mostra dell’artista Michele Nicolé dal 29 Settembre al 28 Ottobre, non mancate.

 Link dell’evento: https://www.facebook.com/events/345571059205519/?acontext=%7B%22ref%22%3A%2222%22%2C%22feed_story_type%22%3A%2222%22%2C%22action_history%22%3A%22null%22%7D&pnref=story.unseen-section

Contatti:

Michele Nicolè

via Santa Maria Ausiliatrice, 35030 Selvazzano Dentro-Padova

tel 392 9146438

Mail: [email protected]

Sito: www.nicolemichele.it

Francesco Cogoni.

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