INTERVISTA A MAURO MAGNANI

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Quando e come nasce il tuo percorso artistico?

Nasce, da autodidatta, circa dieci anni fa.

Il mio hobby era il calcio da giocatore prima e da allenatore poi.

Lasciato quest’ultimo per varie ragioni, ho iniziato, visto il tempo libero, a disegnare poi a dipingere.

Una vera ragione forse non c’è la passione per il disegno, per la fotografia e per il colore l’ho sempre avuta.

Quali artisti hanno influenzato maggiormente il tuo lavoro?

Sicuramente Van Gogh, poi direi Gauguin, Cezanne, Matisse, Derain, De Vlamink, Kandinsky ecc.

Postimpressionisti, espressionisti e fauves in generale.

Direi che sono rimasto e sono tutt’ora interessato ai grandi coloristi in generale.

Cosa cerchi in arte?

Non lo so, amo dipingere ascoltando musica.

Il mio è un viaggio di mente, sono un sognatore instancabile.

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C’è una parte della tua ricerca di cui vorresti parlare in particolare?

No, la mia ricerca è lunatica, instabile, discontinua.

Non saprei definirla.

Qual’è il tuo rapporto con il mercato?

Sono allergico alle regole del mercato.

Io sono un produttore di opere e null’altro.

Cosa consiglieresti ad un artista che vorrebbe vivere d’arte?

Bella domanda, non sono la persona adatta per dare consigli al riguardo.

Non l’ho ancora capito come si possa vivere d’arte.

L’unico consiglio che mi sento di dare è quello di produrre opere con il cuore, cercando di non farsi influenzare dalle richieste del mercato.

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Francesco Cogoni.