INTERVISTA A MAURIZIO SAVINI

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Quando e come nasce il tuo percorso artistico?
Ho studiato storia dell’arte e dello spettacolo all’università alla Sapienza di Roma, in seguito ho lavorato come assistente per Giuseppe Gallo, Bruno Ceccobelli, Gianni Dessì, Fabio Mauri, Toti scialoja, Nunzio, mi trasferisco ad Hamburg dove inizio la mia carriera.
Torno a Roma nel 1994.
Quali persone e fattori hanno influenzato maggiormente il tuo lavoro?
I fattori sono molteplici, soprattutto lo spostamento diventato per me una forma di linguaggio, non sono mai stato influenzato dagli artisti, o dai grandi maestri, ma nel caso da alcune opere che hanno dato una linea di pensiero alla mia ricerca .
Cosa cerchi in arte?
In arte forse non cerco nulla, è la ricerca in se stessa che si trasforma in linguaggio o per immagini o in parola scritta.
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C’è una parte della tua ricerca di cui vorresti parlare in particolare?
Come ti dicevo prima, la cosa che più mi interessa è la sperimentazione, nel senso generale, dai gesti quotidiani ai momenti di grande isolamento, l’accumulo e la pazienza di attendere.
Qual’è il tuo rapporto con il mercato?
Il rapporto con il mercato è in contrasto con la critica di esso che trova una risposta con il mio lavoro, penso di lavorare di più per la storia dell’arte che per la storia del mercato, non a caso il mio lavoro si rivolge a queste problematiche.
Cosa consiglieresti ad un artista che vorrebbe vivere d’arte?
Di interrogarsi bene, di essere umili e lavorare sempre eliminando tutte le distrazioni.
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Profilo facebook: https://www.facebook.com/maurizio.savini.5

Francesco Cogoni.