INTERVISTA A MAURIZIO GANZAROLI

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Quando e come nasce il tuo percorso artistico?

Il mio primissimo quadro, risale al 1975, dove anche se ero un bambino, con gli acquerelli che mi regalò mio padre, feci un tramonto che impressionò a tal punto Giorgio De Chirico, che lo volle comprare.

Lo conobbi bene e lo incontrai diverse volte dopo quel giorno.

Quali persone, artisti ed episodi hanno influenzato maggiormente il tuo lavoro?

Posso citarne alcuni di artisti che ho conosciuto e che mi hanno fatto da maestri direttamente o indirettamente con le loro opere, poiché il mio stile è del tutto personale: De Chirico, Dalì, Warhol, Remo Brindisi, Remo Bianco, Enrico Job, Otello Ceccato, Tono Zancanaro, Emilio Vedova e Cesare Giatti.

Cosa cerchi attraverso l’arte?

Di dare alle persone una parte di me, spesso complessa e composta di migliaia di pezzi come un puzzle.

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C’è una parte della tua ricerca di cui vorresti parlare in particolare?

Beh, sicuramente quest’anno ho avuto un sacco di soddisfazioni a livello pittorico, anche se io non faccio solo quello in quanto sono anche poeta, videoartista e scrittore.

La prima è stata sicuramente aver vinto come personaggio dell’anno il primo premio indetto dal quotidiano La Nuova Ferrara, poi c’è stato il primo premio di modern art dell’Accademia Santa Sara di Alessandria, insieme all’inserimento di una pagina personale.

Nel loro pregiatissimo catalogo nonché il conferimento del titolo accademico di Maestro Di Chiara Fama, i molti complimenti sulla mia ultima produzione che da Milano si è spostata a Castell’Arquato ed infine fino in Belgio in mostre curate dalla bravissima critica d’arte Nadia Celi e dal gallerista Stefano Sichel, e infine altre opere sono andate al prestigiosa MAG, Mediolanum Art Gallery di Padova curata dal grandissimo critico d’arte Giorgio Grasso, dove c’è stata la visita del Dottor Vittorio Sgarbi.

Qual’è il tuo rapporto con il mercato?

Beh diciamo che le persone vanno educate a comprare le opere d’arte, ad investire nel piacere dell’opera d’arte, che puoi avere nella tua casa e svegliarti ogni giorno con la possibilità di vederla ed osservarla.

In passato le persone era più propense a questo, mentre oggi sono più restie a comprare chi non ha un nome internazionale o una fama stellare.

Bisogna però pensare che un’opera deve sopratutto dare piacere alla vista e all’anima e che tutti hanno iniziato dal basso, quindi meglio approfittarne quando i prezzi sono bassi, perché un giorno chissà…

Cosa consiglieresti ad un artista che vorrebbe vivere d’arte?

Gli direi che è molto difficile, che spesso si cade, si rimane delusi, e sembra di non arrivare a niente, ma se si inseguono i sogni, se si lotta con sacrificio allora è solo questione di tempo e i risultati arrivano sempre.

Non bisogna mai mollare, perché qualsiasi sia il proprio modo d’esprimere l’arte, bisogna pensare che senza di noi quell’opera non esisterebbe.

Ognuno di noi dona qualcosa di unico, discutibile o meno, ma che senza noi non avrebbe vita.

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Contatti:

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Francesco Cogoni.