Intervista a Mattia Pirroni (Mhet)

 

Quando e come nasce il tuo percorso artistico?

Non so di preciso quando sia nata la mia passione per la pittura e l’arte in generale, forse alla scuola materna, al primo incontro ravvicinato con i colori, pennelli e matite colorate, poi coi primi scarabocchi nei diari dei compagni e sui banchi di scuola.

E’ sempre stato un continuo e naturale evolversi di stili e tecniche che fa parte del mio percorso da autodidatta.

Quali persone, artisti ed episodi hanno influenzato maggiormente il tuo percorso?

Una delle spinte maggiori l’ho avuta sicuramente dalla cultura hip hop e dai graffiti, soprattutto in adolescenza, crescendo ho conosciuto Picasso e il cubismo, Dalì e il surrealismo, Andy Warhol e la pop art…

Mostri sacri dell’arte cosi come il movimento della  street art penso abbiano segnato il mio percorso più di tutto.

Cosa cerchi attraverso la forma d’arte che utilizzi?

Utilizzo differenti forme d’arte a seconda del periodo e dello stato d’animo per cui è difficile rispondere a questa domanda.

Esprimo il me stesso di quel momento e di quello che ho in testa, spesso senza un obiettivo preciso e questo mi fa stare bene.

C’è una parte nella tua ricerca artistica di cui vorresti parlare in particolare?

La mia è una continua ricerca, è un continuo sperimentare di forme, di tecniche e di materiali.

Qual è il tuo rapporto con il mercato?

Sono un autodidatta che dipinge per passione, i lavori che mi commissionano, sono per lo più  ritratti su tela, murales su muri e serrande di privati.

Cosa consiglieresti ad un artista che vorrebbe vivere d’arte?

Come detto, purtroppo io stesso non vivo d’arte per quanto la passione sia tanta per cui non ho molti consigli da dare.

Anzi, se qualcuno sa la formula segreta è pregato di contattarmi!

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Francesco Cogoni.

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