INTERVISTA A MASSIMILIANO FABRIS

Quando e come nasce il tuo percorso artistico?

Il mio percorso artistico non ha una vera e propria nascita perché ho sempre disegnato, a 17 anni quando ho vistato Casa Dalì a Figueras sono rimasto sopraffatto dalla genialità delle opere, da quel momento ho iniziato a documentarmi leggendo i libri di Arte regalati dai miei genitori, le classiche raccolte enciclopediche di artisti, presenti nella mia libreria da anni e mai guardate.

Successivamente ho provato a riprodurre parte dei classici, specialmente Michelangelo Buonarroti, tuttora il mio preferito.

Quali persone, artisti ed episodi hanno influenzato maggiormente il tuo lavoro?

Quando è morta mia madre ho sentito la necessità di esprimere in modo diverso il mio dolore disegnando, successivamente Don Mario Vanini, pittore e parroco di Prato Sesia, mi ha spinto ad utilizzare tele, pennelli e acrilici, sperimentando e cercando di trovare la mia dimensione.

Nel mio percorso ho incontrato tanti artisti e ho voluto approfondire la conoscenza di alcuni di loro confrontandomi, recentemente la mia strada ha incrociato Saverio Genise, Professore d’Arte, Artista e Curatore, con il quale si è instaurato subito un rapporto di stima e fiducia, che ha dato un’ulteriore slancio alla mia crescita artistica, anche grazie ai suoi pregevoli consigli.

Cosa cerchi attraverso l’arte?

Cerco di far arrivare agli occhi degli altri e alle loro percezioni il mio modo di essere, il mio carattere e la mia visione della vita.

C’è una parte della tua ricerca di cui vorresti parlare in particolare?

La mia ricerca parte dalla musica e dalle persone che mi circondano e che mi ispirano, volti, sguardi, parole.

All’inizio del mio percorso dipingevo i miei amici, ora utilizzo i loro volti e le loro personalità per dipingere i miei personaggi; filo conduttore di ogni mia opera è la musica che condiziona l’utilizzo dei colori e dei materiali, soprattutto cd, sempre presenti nei miei lavori.

Qual’è il tuo rapporto con il mercato?

Onestamente non mi interessa molto il mercato, mi preme esprimere me stesso con i miei colori.

Cosa consiglieresti ad un artista che vorrebbe vivere d’arte?

Io non vivo d’arte e purtroppo credo che in Italia siano ben poche le persone che hanno questa possibilità.

Chi veramente voglia vivere di sola Arte dovrebbe trasferirsi all’estero.


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Francesco Cogoni.