INTERVISTA A MARIAROSARIA SPINA

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Quando e come nasce il tuo percorso artistico?
Il mio percorso artistico nasce dalla mia passione per il disegno, non ho fatto studi specifici, sono autodidatta, ma anni fa sono andata a lezione “a bottega” da un artista e restauratore, Alberto Severino, che mi ha fatto provare molte tecniche, finché ho capito qual’era il materiale che sentivo mio, l’olio.
Quali artisti hanno influenzato maggiormente il tuo lavoro?
Gli artisti che più mi hanno influenzato, per forme e contenuto spirituale, sono gli Antichi.
Loro rappresentavano il Sacro, il Mistero, attraverso forme come quelle dei menhir e della Dea Madre…
Ed erano forme che erano veri “corpi energetici”.
Poi ho sempre ammirato le raffigurazioni sacre medievali e rinascimentali, la “preghiera rappresentata”.
Per ciò in cui credo, niente di ciò che faccio è vuoto…
Io sono di Sanluri e ho potuto anche ammirare da sempre un vero Retablo creato dal “Maestro di Sanluri” e da lì credo sia nata la mia passione per il Retablo come “racconto a pezzi”.
Quando disegno io realizzo corpi uguali alla realtà, li fotografo e poi li distruggo, perché per me sono una sfida con me stessa.
Ma quando dipingo non penso neanche a ciò che faccio, agisco di getto, mi esce ciò che vedo dentro.
Fuori da questo tempo.
 
Cosa cerchi in arte?
In arte cerco di crearmi il mio spazio, nonostante tutti gli impedimenti.
È il mio sogno, è ciò che spingevano a fare due persone che amo e che purtroppo non sono più in questo mondo.
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C’è una parte della tua ricerca di cui vorresti parlare in particolare?
Sì, vorrei parlare delle mie ricerche archeologiche e spirituali, perché molto di ciò che ho conosciuto, poi è entrato nelle mie opere come le “facies”.
Da anni collaboro con archeologi, con speleologi e con ricercatori, per dare voce ai “perduti” della storia, come il popolo degli Shardana che molti considerano solo una leggenda.
La Sardegna è un territorio pieno di tesori e di verità nascoste…
E di energie, di luoghi con fortissima energia.
Ma tutto questo è ignorato dai sardi moderni…
E chi ne parla, in genere, viene preso per pazzo.
Ma, per dire, nessun reperto che proviene dall’epoca pre-nuragica e nuragica può essere compreso togliendolo dal suo contesto di “spiritualità”.
Il culto delle Acque legato alla Dea Madre, evidenzia proprio i luoghi con maggiore energia, hanno fatto anche misurazioni scientifiche che lo provano, che segnano i valori elettromagnetici di luoghi sacri come il pozzo di Santa Cristina.
Queste prove, questi collegamenti tra storia, archeologia e religione mi servono per raccontare la dipendenza delle cose terrene da Forze Superiori alla volontà dell’uomo.
Qual’è il tuo rapporto con il mercato?
Posso solo dirti che sto impegnandomi perché diventi costante.
Cosa consiglieresti ad un artista che vorrebbe vivere d’arte?
Ad un artista gli consiglierei, prima di tutto, di trovare il suo stile, di cercare di non imitare nessuno, di sperimentare per capire come fare, al meglio, ciò che vuole.
E poi gli consiglierei di avere fede nei suoi sogni e di prepararsi a lottare tanto e a fidarsi solo di chi gli dimostra di meritarlo, di essere molto attento a non affidarsi a qualcuno alla cieca, per non essere usato e buttato via.
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Francesco Cogoni.
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