INTERVISTA A MARCO PILI

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Quando e come nasce il tuo percorso artistico?

Non ricordo di aver avuto un inizio è un’esigenza che senti dentro.

Forse i primi approcci li ho avuti da bambino disegnando sulla tovaglia in cucina, con le conseguenze dovute da parte di mia madre.

Quali persone, artisti ed episodi hanno influenzato maggiormente il tuo lavoro?

Nell’83 ho iniziato seriamente la mia ricerca artistica, dopo alcuni anni conobbi un architetto, oggi un grande amico, veniva in studio ogni fine settimana, controllava i lavori, naturalmente le discussioni non mancavano.

Ogni tanto arrivava con altre persone, personaggi importanti nel mondo dell’arte, io in quel periodo non mi rendevo conto della grandezza di quelle persone.

Personaggi come Aldo Rossi, Marcello Morandini, artisti come Edoardo Franceschini, Mario Arlati è altri meno conosciuti, insomma un via vai di personaggi importanti.

Cosa cerchi attraverso l’arte?

Cerco la bellezza per trasmetterla a chi la guarda.

È come diceva Aldo Rossi, quando si guarda un’opera d’arte, l’occhio deve essere contento prima di qualsiasi cosa.

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C’è una parte della tua ricerca di cui vorresti parlare in particolare?

In particolare parlerei della mia svolta artistica.

Dopo anni di lavoro ti accorgi che quello che fai è simile a quello che fanno gli altri, ti fermi e rifletti.

Pensai alle mie radici, le mie origini, alla cultura ricchissima che ha la Sardegna, iniziai la mia ricerca pensando al lavoro dei contadini nei campi, l’aratura, la semina, il raccolto, così iniziai ad utilizzare la terra, inserendo pian piano il pane carasau.

Nel tempo il pane divenne la mia materia principe.

Qual’è il tuo rapporto con il mercato?

Non mi sono mai interessato al mercato dell’arte, bisogna essere portati per le vendite.

Non è proprio il mio caso (se ti riferisci al mercato della vendita).

Se invece parli di mercato e sistema espositivo è in mano a galleristi mercanti e collezionisti.

Con gli anni però ho creato una rete di contatti utili e soprattutto seri, abbandonando galleristi e mercanti.

Cosa consiglieresti ad un artista che vorrebbe vivere d’arte?

Intanto in Sardegna non credo si possa vivere d’arte.

Per prima cosa devi essere bravo, originale e fortunato che di certo non guasta, le opere devono essere riconoscibili, devi avere un tuo stile.

Se proprio devo dare un consiglio ad un giovane, se questo ha veramente i numeri, dovrebbe fare esperienza fuori perché ci sono più opportunità, proporsi agli addetti ai lavori, frequentare assiduamente i luoghi dell’arte, e dopo un’esperienza così tornerei in Sardegna, perché e il posto ideale per l’arte (questo dopo anni di esperienza).

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Sito: www.marcopili.it

Mail: [email protected]

Francesco Cogoni.