INTERVISTA A MARCO LODDO

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Quando e come nasce il tuo percorso artistico ?

Percorso artistico e percorso di vita sono per me due aspetti complementari, premesso questo, sin da piccolo, ho sentito attrazione verso il colore, la materia e le varie forme che essa può assumere se plasmata, di conseguenza è stato spontaneo per me dedicarmi allo studio, alla ricerca di materiali e alle più svariate tecniche di lavorazione e loro applicazioni.

Probabilmente ho acquisito questo aspetto in parte dall’ambiente in cui sono cresciuto e in parte dalle tradizioni familiari che ho ereditato, infatti ho tradizioni e formazione artigiana (io odontotecnico).

Nel 1990 ha inizio la mia produzione artistica, con opere sperimentali di vario genere e con vari materiali.

Ma è solo intorno agli anni 2000, quando ho attraversato una fase particolare della mia vita, in cui come spesso capita a molti, è avvenuta una rottura dei normali equilibri e valori, che mi ero creato sino allora con conseguente caduta di miti, illusioni e speranze.

Oggi dico per fortuna, in quanto è proprio qui che s’inserisce il mio percorso artistico, così ogni momento di gioia e di tristezza, è stato motivo d’ispirazione, cercando di documentare e trasformare le mie esperienze di vita, in arte.

Quali persone, artisti ed episodi hanno influenzato maggiormente il tuo lavoro ?

Qualsiasi persona, episodio o esperienza che ho avuto la fortuna o sfortuna d’incontrare nell’arco della vita, da quelle più insignificanti a quelle piùimportanti penso che mi abbia trasmesso, un sentimento un’azione o un colore, certe volte è bastato una sola parola uno sguardo per arrivare ad un nuovo stato di coscienza, a sciogliere un dubbio che in certi casi mi logora per anni.

Tuttavia nel corso degli anni, posso affermare che sono state sopratutto le esperienze forti e spesso negative a darmi la spinta per la ricerca, per un miglioramento e per una nuova crescita, che poi ho documentato e tradotto in simboli e colori che rispecchiano passioni e sentimenti.

E’ stato importante aver praticato studi, anche se per un breve periodo di psicologia e biologia, poi a seguire la pratica della meditazione trascendentale e infine una importante fonte d’ ispirazione per me sono gli studi fatti in storia e archeologia, infatti nei lavori, spesso è presente il riferimento allo scorrere del tempo, alla storia e alle stratificazioni materiali.

Importante è stato l’incontro con le insegnanti Anna e Daniela Vascellari, dalle quali ho appreso alcune tecniche, le basi del disegno artistico e dei concetti fondamentali sull’arte.

Tutto questo interagire con gli altri, ascoltare, ricevere, per me costituisce un grande serbatoio da cui attingere, fonte di crescita e d’ispirazione, io lo immagino come fossero delle tessere di un grande mosaico, che va definendosi.

Cosa cerchi attraverso l’arte ?

Come ho detto sopra percorso d’arte e percorso di vita, sono due aspetti complementari, tutti i miei lavori sono frutto di momenti particolari, l’arte per me non è solo un momento di sfogo personale, ma anche l’esito di una riflessione, una ricerca interiore, una ricerca estetica e formale, ma anche una terapia.

L’arte è la mia chiave di lettura della vita , tutto serve all’arte e l’arte serve a me per compiere un mio percorso personale, immagino la vita come se fosse un triangolo con il vertice rivolto verso l’ alto, dove poi l’arte dà espressione al percorso.

Questo scambio di dare e avere è come un sistema che si regge da solo, è autosufficiente.

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C’è una parte della tua ricerca di cui vorresti parlare in particolare ?

Due parole sull’ultimo lavoro a cui ho dato il nome di : “ Torsione della Natura …. indignata”. È stato concepito a giugno del 2016, come rivela il titolo stesso, rappresenta quella energia generatrice della natura, che identifichiamo con la madre terra universale, ma è anche espressione fisica e materiale del creato, visibilmente oltraggiata, deturpata, bruciata e violata, colta nell’atto della sua indignazione, mentre si volta di lato, dopo aver assistito a tutto ciò che l’uomo fa a se stesso.

La scultura è costruita in cartone, materiale da riciclo leggero e fragile, all’intero una base ben solida e radicata a terra, al centro è inserito un asse che s’innalza verso l’alto, come se fosse un’albero della vita e sul quale poi il lavoro poggia.

Visti in pianta, base e asse centrale, formano un cerchio e un centro, circonferenza e centro sono un continuo richiamo alla ciclicità della vita stessa, confermata dalla fragilità del materiale.

Quasi tutti I miei lavori possiedono un centro, attorno al quale poi l’opera trova la sua espressione.

La mia ricerca consiste nel centrare il lavoro e trovare un equilibrio, tra forma, colore e scelta del materiale e tra inconscio e razionalità, senza porsi alcun limite e senza seguire un solo e unico schema.

Qual’è il rapporto con il mercato ?

Premesso che per me, arte e mercato sono due aspetti ben distinti e vanno separati, non riesco a pensare di costruire un lavoro immaginando a quale possa essere il suo costo finale, infatti quasi tutti i miei lavori sono frutto di momenti o situazioni, del percorso vita-arte, perciò mi viene difficile o direi che trovo quasi assurdo dare un prezzo ad un’emozione o un espressione.

Capisco però che costruire un’ opera d’arte richieda un grande impegno, studio, preparazione e tempo, elementi che purtroppo hanno bisogno di essere sostenuti economicamente, e la buona riuscita di un’opera dipende dall’ equilibrio di tutti questi elementi.

Perciò penso che si dovrebbe aiutare maggiormente gli artisti, sostenerli e dare loro nuovi spazi gratuiti, più credito e favorire tutte le attività culturali, magari al fine di trattenere nella propria terra i giovani e i meno giovani che sono costretti ad emigrare per studiare o per cercare lavoro.

Cosa consiglieresti ad un’artista che vorrebbe vivere d’arte ?

Sia nel caso in cui ci troviamo di fronte ad un artista benestante, che non ha alcuna necessità economica, oppure ad un’altro costretto a dedicare gran parte della giornata a soddisfare il proprio fabbisogno, ad entrambi consiglio di concentrarsi sul lavoro, sulla qualità e non sul risultato.

Forse al secondo tipo, suggerirei di cercarsi un altro lavoro e separare così i due aspetti, mercato e arte, in questo caso il percorso rischia di essere più lungo, ma comunque efficace.

Sinceramente non saprei cosa altro consigliare, come ho detto prima l’importante è che l’ aspetto economico non incida negativamente sulla qualità dell’opera d’arte.

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Francesco Cogoni.