Intervista a Marco Cavalieri

Quando e come nasce il tuo percorso artistico?

Nasce quasi con me.

Mia madre professoressa d’arte mi mise in mano matite e pastelli forse già a due anni… ovviamente mi piace disegnare e crearmi un mio mondo personale è fantastico… poi col tempo e gli studi attinenti è diventata una professione.

Quali persone, artisti ed episodi hanno influenzato maggiormente il tuo percorso?

Direi piuttosto che si tratta di un mix di artisti… diciamo però che da come si evince anche dal mio stile, l’arte espressionista e autori come Schile, Munch e Kirchner mi sono particolarmente vicini nel segno e nell’idea che ho dell’arte.

Cosa cerchi attraverso la forma d’arte che utilizzi e c’è una parte nella tua ricerca artistica di cui vorresti parlare in particolare?

Io credo che un artista cerchi sempre di esprimere se stesso ossia il suo punto di vista rispetto a ciò che lo circonda.

L’Arte d’altronde è un concetto emozionale… se vuoi anche una medicina dell’anima.

Personalmente non sono legato ad uno stilema fisso, piuttosto lavoro per cicli tematici riguardanti sia oggetti figurativi… sia la figura umana… sia semplicemente le emozioni puramente astratte.

Qual è il tuo rapporto con il mercato?

Il mercato dell’arte è un rapporto alquanto complesso, c’è una reale diffidenza almeno all’inizio nel rapporto tra gallerista e autore… và limato con pazienza… poi c’è il fattore fortuna… ma direi piuttosto conoscenze e dosi massicce di ottimismo.

Cosa consiglieresti ad un artista che vorrebbe vivere d’arte?

Intanto ragazzo vivi sempre con gioia la tua espressione artistica a prescindere da quello che sarà… poi se vuoi fare il mestiere armati di pazienza… umiltà e comincia a girare per farti conoscere… io sto’ ancora in salita, quindi…

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Francesco Cogoni.

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