INTERVISTA A LUCA TEDDE

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Quando e come nasce il tuo percorso artistico?

Ho sempre amato disegnare, fin da piccolo.

Da adolescente copiavo fumetti.

Ricordo che terminavo i compiti il prima possibile per prendere la matita in mano e mettermi a disegnare.

Era un’esigenza forte.

Forse anche perché il mio percorso scolastico era ben lontano dalla mia indole artistica.

È stato così anche per quello universitario.

Ho scoperto di amare i ritratti intorno ai vent’anni e ne ho approfondito lo studio da autodidatta, nei ritagli di tempo tra il lavoro d’ufficio e la preparazione degli esami universitari.

È una frase già sentita ma credo che calzi anche su di me: penso che sia stato il disegno a scegliermi e lo ringrazio per non avermi abbandonato in tutti questi anni.

Nonostante spesso abbia ritenuto necessario dare priorità ad altro e quasi sempre gli abbia dedicato le ore più stanche delle mie giornate, è rimasto lì a ricordarmi quanto quel ragazzo amasse oltre ogni cosa esprimersi attraverso un foglio di carta ed una matita.

La mia scelta dopo molti anni è stata quella di dedicargli finalmente uno spazio ed un tempo a lungo reclamati nella mia vita.

Quali persone, artisti ed episodi hanno influenzato maggiormente il tuo lavoro?

La scintilla è scoccata durante uno dei miei primi viaggi.

Rimasi incantato di fronte al lavoro di un artista che, in una piazza gremita di gente, ritraeva con un carboncino uno dei tanti turisti di passaggio.

Fu amore a prima vista.

In quell’istante capii che il ritratto era sicuramente una direzione che, nel disegno, avrei voluto approfondire.

Piuttosto che partire con lo studio dei grandi pittori ritrattisti del passato, sul quale sto cercando di soffermarmi più recentemente, ad attirare la mia attenzione ed a spingermi a migliorare sono stati diversi artisti che lavorano oggi, dei quali ho potuto apprezzare la produzione attraverso la rete Internet ed i social media.

Con alcuni ho avuto modo di interagire e di altri mi sono accontentato di vedere e rivedere più volte le opere, esaminandone i particolari per ore.

Consciamente o inconsciamente, la mia tecnica è senz’altro influenzata da tutto ciò che ho visto e continuo a vedere ogni giorno sullo schermo del mio computer o del mio smartphone, sui libri, nelle visite alle gallerie d’arte o nei musei.

Cosa cerchi attraverso l’arte?

Ho disegnato molti ritratti, alcuni per il puro piacere personale e come studio, altri su commissione.

Non ho mai pensato in maniera consapevole a quale messaggio volessi veicolare o quale fosse la mia ricerca in campo artistico.

Mi interessava un viso, o mi veniva richiesto di rappresentarlo, ed io cercavo di ritrarlo nella maniera migliore possibile.

Col tempo ho realizzato quale fosse l’idea che continuava a ronzarmi nella testa mentre tracciavo segni e sfumavo il tratto sul foglio da disegno.

Cercavo di rappresentare non solo una mera somiglianza ma “la presenza” del soggetto, una sorta di essenza vitale sulla carta.

Fare in modo che la persona ritratta sia “presente” di fronte all’osservatore, attraverso l’artificio del chiaroscuro ed una resa realistica dei dettagli, credo sia questo ciò che davvero perseguo più di ogni altra cosa.

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C’è una parte della tua ricerca di cui vorresti parlare in particolare?

Ai ritratti su commissione voglio affiancare una produzione artistica personale.

Da un po’ di tempo sto cercando dei volti interessanti da mettere insieme.

Internet ed i social sono una fonte di ispirazione e di contatto ricche di stimoli e possibilità.

Sto cercando e creando contatti con altri artisti, fotografi e possibili modelli e modelle.

Ho spesso molte cose in mente.

Il lavoro più impegnativo consiste nel dare una forma concreta ed una direzione specifica a tutto quello che mi passa per la testa.

Qual è il tuo rapporto con il mercato?

Eseguo ritratti su commissione ed insegno disegno artistico e ritratto sia in corsi di lungo periodo che in workshop intensivi in diverse città italiane.

Amo trasmettere quello che ho appreso negli anni e vedere i progressi dei partecipanti ai miei corsi mi rende sempre molto felice.

Alle commissioni ed alla formazione ho intenzione di affiancare la proposta di alcuni lavori a diverse gallerie d’arte, che possano seguirmi ed occuparsi per mio conto del posizionamento sul mercato di quella che sarà la mia futura produzione artistica.

Cosa consiglieresti ad un artista che vorrebbe vivere d’arte?

Ammiro molto chi ha intrapreso questa strada.

Mi è capitato di scorgere una felicità negli occhi di alcuni artisti di strada che non ho visto in quelli di un manager che a fine giornata può ritrovarsi a contare sicuramente più banconote.

È facile lasciarsi scoraggiare.

Troppo spesso la struttura della nostra società obbliga le persone a cercare un lavoro alternativo ai propri talenti, distante dalle proprie passioni.

La causa sono gli innumerevoli vincoli che ci ruotano intorno, da quando nasciamo, e che si stringono intorno a noi sempre di più, man mano che andiamo avanti nella nostra vita, fin quasi a soffocarci.

Anche quando si ha la forza e la possibilità di “fare il salto”, spesso la passione non basta.

Per quanto ci si possa sottrarre a certi vincoli, con l’opportuna consapevolezza che siano più che suggeriti, quasi imposti, ma non scelti, non tutti possono essere elusi.

La propria passione deve quindi inevitabilmente trovare un riscontro economico.

Personalmente, la scelta di essere un artista a tempo pieno è maturata in seguito ad un’esigenza interna, fortissima, tenuta a bada per anni fino a quando non è stato più possibile ignorarla.

“Vivere d’arte” significa quietare quella voce, colmare le giornate assecondando la propria necessità di essere creativi ed esprimersi artisticamente.

Che poi il fare arte dia anche da vivere, diventa una conseguenza sicuramente piacevole la cui generazione spesso però non è scevra di sacrificio e fatica.

Uno dei consigli che mi sento di dare è quello di rimanere aperti a tutte le possibilità che possono ruotare intorno ad un artista.

Possibilità che crescono e si moltiplicano quanto più un artista dedica il suo tempo a creare ciò che ama.

Avere un proprio portfolio da condividere attraverso diversi canali, partecipare ad eventi, valutare collaborazioni artistiche o esposizioni in gallerie, confrontarsi con artisti del proprio campo o che lavorano in settori trasversali possono rappresentare alcune delle strade da percorrere e che, spesso, rivelano direzioni piacevolmente inaspettate.

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Sito web: http://www.lucatedde.it

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Francesco Cogoni.

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