Intervista a Giuseppe D’Angelo

Quando e come nasce il tuo percorso artistico?

La mia passione per l’arte è nata in maniera spontanea da ragazzino quando rubavo di nascosto un album di disegno di mia madre maestra elementare per colorarlo a sua insaputa e credo che da lei ho ereditato questo interesse.

La sera a cena mangiavo soltanto la superficie del pane mettendo via la mollica per poter modellare piccole forme.

Ho sempre considerato l’arte il mio modo di conversare, il mezzo di espressione più immediato che con il passare del tempo si è sempre più concretizzato facendomi prendere coscienza della strada da percorrere.

Ho studiato al liceo Artistico ed è proprio li che ho appreso le basi.

Mi sembrava il luogo e il mezzo migliore per poter affinare la mia passione.

In quegli anni ho capito che l’arte doveva fare parte della mia vita e continuai gli studi all ‘Accademia di Belle Arti per un anno, studiai scultura in ferro a Valencia in Spagna per poi concludere i miei studi con biennio specialistico abilitante in didattica e discipline plastiche.

Grazie a tale percorso, allo studio della storia dellʼarte e della tecnica che ritengo importantissima per uno scultore mi ha permesso di poter realizzare ciò che la mia mente creava , lo studio apre le porte alla creatività e faʼ si che mente e mani stiano in coesione.

Oggi insegno tecniche della scultura all’Accademia di Belle Arti di Venezia.

Quali persone, artisti ed episodi hanno influenzato maggiormente il tuo lavoro?

Viviamo in un periodo dove tutto è già stato visto e rivisto fatto e rifatto ed è veramente difficile essere originali non le nascondo che osservo tanto l’arte del passato cosa che oggi tanti tendono a tralasciare. Nessun artista ha influenzato a pieno il mio lavoro, comunque apprezzo tanto le opere di Brancusi e Giacometti.

Cosa cerchi attraverso l’arte?

Attraverso l’Arte cerco di esprimere una parte interiore cercando di emozionare l’osservatore.

Cerco innovazione e cura nel dettaglio seleziono pietre e metalli fondendoli in un solo elemento.

C’è una parte della tua ricerca di cui vorresti parlare in particolare?

I miei lavori sono in continua ricerca poetica seleziono con cura il materiale.

Quando progetto un nuovo lavoro mi lascio trasportare dal colore e dall’energia che esso emana ed è proprio la pietra che mi chiama possiede un potere attrattivo nei miei confronti.

I marmi le pietre hanno una peculiare energia vitale che viene trasmessa e rilasciata a chi li tocca o a chi li osserva.

Le sculture che realizzo oltre ad avere una presenza fisica hanno un campo energetico che influenzano l’aura circostante.

Quando un marmo che giace in una cava mi invita a raccoglierlo, quando una pietra dura sembra attirare la mia mano, quando una gemma attira la mia immaginazione, posso dire di aver trovato il materiale giusto per il mio lavoro.

La materia che ho per le mani una volta posseduta la distruggo e lo ricompongo a mio modo… devo riuscire a dominare la materia.

Qual è il tuo rapporto con il mercato?

Il mercato dellʼarte è in una fase di stallo e specialmente il mercato della scultura, in questo periodo difficile si fa fatica ad entrare in un certo mercato fatto di collezionisti che preferiscono acquistare opere datate o sicure.

Cosa consiglieresti ad un artista che vorrebbe vivere d’arte?

Oggi come oggi vivere d’Arte è veramente difficile l’unico consiglio che mi sento di dare e cercare in tutti i modi perseverare, valutare bene le proposte, promuoversi il più possibile affidandosi alle giuste persone.

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Francesco Cogoni.

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