Intervista a Giulio Amadio

Quando e come nasce il tuo percorso artistico?

Il mio lavoro nasce fin da quando ero piccolo, ho avuto sempre la passione per il disegno e per la modellazione di un oggetto o di un animale.

Con il passare degli anni ho capito che l’arte per me non era solo un hobby ma una ragione di vita e che dentro di me voleva esplodere tramutandosi in disegni, sculture e incisioni artistiche.

Quali persone, artisti ed episodi hanno influenzato maggiormente il tuo operare?

Gli artisti che mi hanno sempre ispirato sono Hans Ruedi Giger, Arnaldo Pomodoro, Salvador Dalì.

Cosa cerchi attraverso la forma d’arte che utilizzi?

Cerco di raccogliere cose comuni della vita reale presente o passata e dargli una vita propria, da un messaggio e da un ricordo posso estrapolare la sua natura organica evolutiva e l’oggetto prende vita e nella sua essenza si evolve e si tramuta negli occhi di chi osserva.

C’è una parte nella tua ricerca artistica di cui vorresti parlare in particolare?

La parte della ricerca non si limita alla creazione ma anche all’evoluzione e interpretazione del soggetto.

Uso la tecnologia per creare dei circuiti prestampati per un secondo impiego e per una seconda vita come parte integrante o come organicità della materia.

Qual è il tuo rapporto con il mercato?

Il mercato è molto vasto ed è difficile entrarci senza qualche raccomandazione ma sono speranzoso e ottimista.

Cosa consiglieresti ad un artista che vorrebbe vivere d’arte?

È la forma più emozionante con cui la persona possa lavorare e la voglia di creare è una cosa magnifica.

Mai arrendersi, provare e riprovare perché sbagliando si impara e con un pizzico di umiltà troverete la vostra strada partendo da una cosa che vi piace, o che avete dentro, queste sono le basi che vi porteranno lontano.

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Francesco Cogoni.

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